Questa pagina ha l' intento di farvi leggere tutti i "graffi" postati nel 2018. Sono tutti incentrati su argomenti di attualita', di satira e di politica, di cultura generale e di economia o di altro genere, sempre un po' "graffianti" quando si rende possibile per la tipologia dell' argomento. Prendono spunto da riviste, quotidiani o TV ma sono tutti espressamente personalizzati, scritti e postati dall' autore in calce. Non si puo' interagire in diretta come un normale blog, ma se qualcuno volesse intervenire in qualche modo, aggiungere qualcosa o mostrare il suo disappunto su cio' che ha letto, puo' spedire il suo post all' webmaster dal form qui a destra o attraverso i canali del sito e, dopo un' attenta valutazione, verra' postato come "graffio del giorno"!

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Tutti i "graffi" del 2019

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01/01/2019
OBBLIGO DEL CODICE
Se guidiamo in citta' ma anche nei nostri piccoli centri, ci accorgiamo di quanto siano aumentate quelle persone che svoltano senza mettere la freccia. Subito sembrava una dimenticanza ma col passare del tempo questa cattiva abitudina si sta allargando a macchia d' olio. Ma gli italiani se ne fregano. Non tutti ma ormai tantissimi hanno dei comportamenti anarchici quando guidano, parcheggiano o fanno manovra. Il Codice della strada sembra sia diventato un optional e chi e' al volante e' lontano dall' essere virtuoso. E il non usare gli indicatori per svoltare, con leggerezza e indifferenza verso chi guida dietro o davanti a noi, ne e' la spia piu' evidente. Ed e' un obbligo che ci e' stato insegnato durante la scuola guida. Quando si stava vicino all' istruttore si usava, ma appena ottenuta la licenza di guida se ne scordano in troppi ormai. Come lo stesso fanno con l' uso del cellulare, vietato per legge,con tutte le conseguenze immaginabili. Certo non puo' esserci una pattuglia dietro ogni automobilista per vedere queste infrazioni ma spetta a noi e al nostro buon senso civico ed educazione adottarli come ci insegna il codice. E' un gesto di civilta' che non costa nulla ed e' essenziale per la nostra sicurezza e quella degli altri.

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05/01/2019
ALMENO LE SCUSE
A leggere certi articoli, se non ci viene da ridere, puo' solo irritarci. La Procura della Repubblica stava eseguendo alcuni arresti nell' ambito della lotta alla mafia nigeriana quando, con un tweet, il Ministro Salvini si congratula con la Polizia. Il Procuratore Spataro pero' non ne e' stato molto entusiasta perche' quelle tre righe potevano danneggiare l' inchiesta e invitare qualche altro ricercato a scappare in tutta fretta. Ma Salvini attacca il magistrato e lo invita ad andarsene in pensione. Questi non se lo fa ripetere, visto che e' stato uno dei migliori che l' Italia abbia mai avuto, dal terrorismo alla mafia sempre in prima fila, mentre il signor Salvini e' un ministro ancora assai acerbo che deve mostrare di valere qualcosa, nonostante la propagazione di messaggi di paure e intolleranze varie. La Costituzione recita che per l' integrita' della democrazia, i poteri dello Stato devono essere separati, che nessuno puo' invadere il campo dell' altro senza danneggiare l' equilibrio dei diritti e delle liberta'. Se il titolare dell' indagine era il Procuratore, Salvini, che lo abbia fatto per farsi bello o solo per entusiasmo fanciullesco, ha sbagliato. E con l' invito al magistrato ad andarsene, ha completato l' opera e ancora non ha saputo chiedere scusa.

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07/01/2019
I GILET GIALLI
I gile' gialli in Francia, da un po' su tutti i TG, per capirci quelli che hanno cominciato tempo fa a protestare per l' aumento della benzina, con tutti i casini cha stanno combinando, sono diventati il braccio armato del fascismo francese e rappresentano un enorme pericolo per l' Europa. Vi ricordate gli scioperi dei camionisti cileni ai quali segui' il colpo di stato di Pinochet contro Alliende? E' strano che le forze sane e democratiche francesi non riescano a individuare e arrestare quei pochi facinorosi e teppisti! Dobbiamo pensare che quello dell' aumento dei carburanti era solo un pretesto? Le nuove forme di guerra mutano in continuazione rispetto ai tempi passati e, ora, con i mezzi informatici si internazionalizzano ancor piu' velocemente! La sensazione e' pero' che dietro questi "manifestanti" ci sia una regia i cui mandanti utilizzano l' web come un' arma a livello mondiale, come organizzatrice del dissenso contro ogni espressione democratica. Tutta la politica in questo senso diventa piu' subdola ma alza anche i toni alla violenza verbale e teppistica dello squadrismo modello tifoseria dall' web alla strada e quindi ai centri della democrazia e agli uomini che la rappresentano. Io non sto con Macron, che dovrebbe fare un grosso mea culpa ma le azioni deprecabili di questi 4 teppistelli da web non giustificano quello che stanno chiedendo, che si dovrebbe ottenere senza colpo ferire, ne' fisico ne' materiale, instaurando un dilogo democratico di trattative e discussioni.

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09/01/2019
LE ORIGINI DEL PRESEPE
Dopo le feste natalizie facciamo sempre il bilancio di come le abbiamo passate...a me e' venuto in mente il presepe e non solo perche' al paese, come nel 2017, ne sono stati esposti alcuni nei vari rioni, tutti diversi tra loro con le loro personalizzazioni, ma per le troppe polemiche che hanno girato attorno a lui, troppe volte strumentalizzato per valori contrari alla pace e alla fratellanza che ne sono invece l' ispirazione. Cosi' mi sono documentato, un po' per curiosita', un po' per rispetto a questa nostra tradizione. L' usanza di radunare "il mondo intero" ad adorare Gesu' bambino risale a San Francesco che, rientrando da un viaggio in Terra Santa, la notte del 24 dicembre decide di celebrare il Natale all' eremo di Greccio, celebrando la messa nel bosco. Secondo i cronisti di quell' epoca, voleva vedere di persona e dimostrarlo ai presenti, il disagio in cui nacque Gesu'. Non era un presepe come lo conosciamo noi oggi, con statuine di angeli e pastori. Non c' era neppure la Sacra Famiglia. Fu solo la celebrazione della Messa su una mangiatoia, con solo un bue e un asinello presenti nella stalla, assieme ad una piccola folla di poverelli accorsi per l' occasione. Da quel momento si diffuse l' usanza di riproporre questa scena nelle chiese durante il Natale, con figure di terracotta, cera e legno, dando liberta' anche alla fantasia, perche' nemmeno il Vangelo riporta i particolari della scena della nativita'. Se all' inizio l' allestimento si faceva solo in chiesa, con il tempo si diffuse tra le famiglie, per prime quelle piu' ricche che potevano permetterselo. Un' usanza tipicamente italiana che si sviluppo' attraveso diverse culture, con variazioni sul paesaggio e sulle statuine. Napoli e' un esempio di questa tradizione, con uno dei piu' celebri, dove nacquero osterie, borghi e mestieri che nulla hanno a che fare con l' epoca della nascita di Gesu'. Per non parlare poi dell' usanza di creare la statuina del personaggio del momento, politico, sportivo, ecc...Tutte caratteristiche appartenenti alla nostra radice popolare. Le statuine si diffusero e diversificarono con vari mestieri come l' arrotino, il fornaio, il vinaio, la guardiana delle oche, il pescatore, gli animali e i soldati. Nelle tradizioni regionali esistono personaggi come Gelindo, il pastore piemontese o Benino, il pastore dormiente napoletano. In tutta la penisola ha poi preso piede anche il presepe vivente, che si anima nel periodo natalizio.

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10/01/2019
PINGUINI IN PERICOLO
Ho letto che durante le riprese naturalistiche in Alaska, una troupe di una tv inglese ha salvato dei pinguini caduti in un burrone. Non riuscivano a risalire e, se nessuno li avesse aiutati, sarebbero morti in breve tempo. Questo fatto ha sollevato un polverone fra gli addetti ai lavori perche', secondo alcuni, un documentarista che ha l' obbligo di mostrare la realta', non puo' agire per cambiarla. Tutto perche' e' intervenuto a salvare i pinguini da morte certa e non ha lasciato alla natura di fare il suo corso. Secondo me, anche per un professionista della telecamera arriva il momento in cui intervenire diventa una cosa giusta da fare. Non si puo' togliere dalle fauci di un leone una preda gia' catturata perche prede e predatori fanno parte del ciclo della vita, ma quando si e' di fronte ad animali in difficolta' per cause particolari, non intervenire mi sembra inumano. Anche il piu' delle volte non lo si fa. Raccontare la morte per stenti di molte specie rare e protette semplicemente per informare non mi trova d' accordo. La pieta' dovrebbe far parte di noi sia con gli umani che con gli animali e ogniqualvolta un nostro intervento puo' salvare una vita.

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12/01/2019
IL LAVORO NERO
E' un fenomeno gravissimo che alla fine danneggia tutti. Ci siamo abituati a sentirlo nominare. E' una selva popolata da figure fragili socialmente ed economicamente. Ci sono casi in cui, facendosi male, si mente pur rimanendo invalidi, coprendo con silenzi arroganti e rassegnati, i responsabili di tali incidenti. Certo, la questione del lavoro nero non e' sempre cosi' drammatica. E' un fatto pero' che comprende sopraffazione e lesione dei diritti fondamentali. Chi lavora in nero si piega al bisogno, senza assicurazione per gli infortuni o malattie professionali, senza protezione contro l' arbitrio di chi gli concede di lavorare. Potra' sembrargli un vantaggio non pagare tasse ma e' poca cosa di fronte ai pericoli che gliene derivano. Le imprese che si avvalgono del lavoro nero non pagano tasse e contributi, hanno costi minimi e competono slealmente con la concorrenza. Nonostante si sappia tutto cio', non conduciamo una lotta adeguata contro questa piaga, non a caso prevalente nelle regioni piu' controllate dalle mafie e meno sviluppate. Bisogna affrontare la criminalita' organizzata e rafforzare i servizi di controllo. La condizione di un lavoratore in nero e' piu' diffusa fra gli immigrati che, in talune situazioni, sono ridotti alla schiavirtu'. Qualcuno sostiene che il lavoro nero sia incoraggiato da un elevato costo dei rapporti regolari, ma se e' ero che la riduzione degli oneri fiscali e contributivi giova alle aziende e ai lavoratori, e' anche certo che la tutela dei diritti e' capace di costruire chiarezza, efficienza ed equita' che ha richiesto secoli per affermarsi. Dispiace che la politica odierna non si occupi di questa vicenda della sicurezza della vita delle persone, per privilegiare altre forme di insicurezza, non risolvendo ne' le une ne' le altre.

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12/01/2019
ERA DIGITALE
Le TV via web hanno cambiato il modo di guardare la TV, su appositi palinsesti e dispositivi costruiti su misura sui quali iniziare e proseguire la visione: smart-tv, tablet, PC, smartphone. La TV come l' ho conosciuta io non esiste piu'. Ormai e' un mezzo obsoleto. Ora si preferisce passare piu' tempo davanti a tutti gli schermi della nostra vita (quelli citati prima) e chi lo fa non sono solo i ragazzi ma anche gli adulti. Non siamo piu' noi che guardiamo ma e' lo schermo che guarda noi. A seconda della nostra eta' pero' dobbiamo porci dei limiti. Sebbene l' offerta sia ricca e le occasioni di conoscenza siano a portata di clic, come adulti dovremmo aiutare i giovani a vivere la realta' con piu' attenzione, favorendo i rapporti con persone vere ed esperienze reali. Il continuo uso dei social, il guardare una serie TV episodio dopo episodio fino alla fine, sono tentazioni reali. Quindi, se con i piu' piccoli siamo noi adulti a porre loro dei limiti, ci dobbiamo ricordare che il mondo reale e' sempre piu' interessante e affascinante, anche se meno pratico. C'e' tempo per tutto nella giornata, anche per una serie TV e non "solo"!

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12/01/2019
EMERGENZA DROGA
Franco Gabrielli, Capo della Polizia, ha chiesto aiuto alla societa' civile, spiegando che contro gli stupefacienti, la repressione non basta. Leggere i numeri di overdose, i suicidi e le processioni penose in parchi e scuole, abbinati a violenze bestiali, fuori e dentro la famiglia, deve obbligare chi ci governa a fare qualcosa, quello che spesso si propongono di fare ma che non viene mai messo in pratica. E' pur vero che le forze dell' ordine sono spesso lasciate sole e ogni volta tutto si riduce ad una retata. Leggiamo che le rotte balcaniche sono le piu' grandi vie mondiali del traffico di oppiacei, di droghe sintetiche e di farmaci dopanti. Tutto questo puo' solo spaventarci e ci fa capire quanto sia grande la sconfitta che subiamo contro questa piaga, confermando la nostra impotenza. Sperando che il Comitato per la Sicurezza del Governo trovi strumenti piu' efficaci per lottare, anche a livello internazionale, non possiamo lasciare solo alla repressione, all' aumento delle carceri come qualche personaggio politico sogna, il compito di intervenire. La politica, le famiglie, gli insegnanti, le parrocchie, le associazioni di volontariato e, nel nostro piccolo noi comuni cittadini, dovremmo coordinarci e passare dalla buona volonta' ai fatti, dando priorita' ad ogni situazione simile, ognuno nel proprio territorio. Confrontarsi con le organizzazioni e i centri sportivi, artistici e musicali e con coloro che questo genere di piaga la gestiscono per mestiere, talvolta senza il minimo aiuto economico, e' il primo passo da fare!

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15/01/2019
RIFIUTI IN MARE
Dopo aver visto le foto di quei capodogli in Spagna e in Indonesia, morti stecchiti e nel cui stomaco sono stati trovati oltre 30 kg di plastica, non riesco a dimenticarli. L' Indonesia e' il secondo Paese al mondo per produzione di rifiuti di plastica che poi finiscono in mare. Sembra che quel Governo ora abbia deciso di ridurre l' utilizzo della plastica incrementandone il riciclo. Tutto cio' ci insegna che questo mondo non e' grande come ce lo immaginiamo e siamo tutti collegati. Gli elementi come l' aria, l' acqua, il mare ci coinvolgono tutti allo stesso modo e purtroppo oggi ci stiamo rendendo conto di quanto la societa' dell' usa e getta si stia dimostrando letale per la nostra Terra. Quando venne inventata, la plastica venne definita dai nostri Nobel indispensabile per il Pianeta. Ora che abbiamo dimostrato di non saper gestire correttamente questo elemento, ci rendiamo conto di quanto quei Nobel si sbagliavano!

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17/01/2019
IL PONTE DI GENOVA
Questo Natale appena trascorso ho avuto il piacere di vedere alcuni presepi di Genova, dove al loro interno avevano la miniatura del Ponte Morandi crollato, il segno della ferita di Genova che sente su di se il dolore e la morte e ne assume il peso senza disperare. Dopo varie peripezie, il Governo ha trovato gli strumenti finanziari e organizzativi, nominando il sindaco della citta' come commissario alla ricostruzione, che subito si e' attivato per la scelta delle imprese per ricostruire il ponte con il progetto di Renzo Piano, un genovese cosi' legato alla sua citta' da lavorare a titolo gratuito a quest' opera imponente, per l' orgoglio dei genovesi, uno stimolo del quale avevano bisogno. Dicono che il progetto sia pulito, di celere esecuzione e fornito di manutenzione sicura, un aspetto non secondario visto cio' che e' accaduto al ponte Morandi. Le imprese che sono rimaste fuori dalla scelta, hanno annunciato di non voler fare ricorso contro la decisione del commissario, un gesto che si potrebbe chiamare patriottico, mosso dal desiderio di non ritardare oltre un' opera urgente. Genova e' viva e sembra che l' Italia non l' abbia ancora abbandonata ma noi tutti ci auguriamo che tutto vada nel verso piu' giusto possibile!

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18/01/2019
LO SCARTO CHE INQUINA
Ricordate quando le auto ci duravano 15 anni cosi' come la tv e la lavatrice? Quando si rompeva un oggetto elettronico, sapevamo dove portarlo. Oggi, in genere, riparare un telefono non conviene piu', meglio comprarlo nuovo, ammesso che si trovi un negozio che lo ripari. Questa e' la societa' dello scarto, dell' usa e getta, che sta contribuendo a distruggere il nostro Pianeta. Si dice che produciamo troppa spazzatura pro capite quindi siamo in pieno allarme, ma proprio gli scarti dei prodotti elettronici sono in aumento. Perche', visto che amiamo cosi' tanto la nostra Terra, non torniamo a prodotti destinati a durare nel tempo? L' epoca dell' usa e getta e' stata un fallimento, ma anche il tempo dell' apparenza si sta rivelando un altro fallimento, perche' non basteranno un bell' aspetto e uno smartphone di ultima generazione a salvarci la vita!

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20/01/2019
PERDERE IL FUTURO
Non avevo ancora scritto nulla sulla tragedia della discoteca Lanterna Azzurra, dove hanno perso la vita 5 minorenni e una mamma di 39 anni che accompagnava la figlia, per rispetto a questi ultimi. Per la cronaca, era una serata per giovanissimi dove pero' sono stati venduti piu' biglietti di quante persone il locale poteva contenere e, per colpa di un cantante che non si e' presentato e il gesto scriteriato di chi ha spruzzato uno spray al peperoncino, non si sa per quale motivo, e' accaduta la tragedia. Tutti quei ragazzi sono state pedine di un progetto di guadagno che spreme i desideri dei giovanissimi fino all' ultima goccia e non si pone alcuna remora morale o etica a generare guadagni illegali sulla loro pelle. Questi ragazzi sono diventati il parco giochi degli strateghi del marketing e delle multinazionali, che vedono in loro solo potenziali consumatori, soggetti i cui padri e madri riempiono le tasche di soldi da spendere non importa come. Da cio' ne deriva l' emergenza del gioco d' azzardo, della droga, della pornografia, della dipendenza da videogiochi tra minorenni ecc... Ma anche i genitori non devono esimersi dalle loro colpe. L' educazione dei propri figli non deve limitarsi al villaggio globale dove si paga un biglietto per una consumazione obbligatoria da fare, oggetti da acquistare, se vuoi metterti in coda 3 ore per fare un selfie con il tuo cantante preferito di cui devi possedere l' ultimo CD se non non ti si fila nessuno, ma deve includere azioni che proteggano se stessi e gli altri, invece che azioni trasgressive che sfidano le norme con conseguenze molto gravi. Non si puo' dire dopo: " Sarebbe bastato che...". Non c'e' piu' rispetto per nulla, nemmeno per chi dovrebbe essere protetto e aiutato a crescere. Se i genitori o gli adulti in genere non imparano a farsi carico di responsabilita' educative e formative e non solo economiche, i nostri ragazzi rischieranno sempre di perdere la vita, la speranza e il futuro.

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23/01/2019
SALVARE IL PIANETA

Se non si trova presto un accordo per mantenere l' aumento della temperatura globale sotto 1,5 C, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti. L' innalzamento delle temperature avrebbe conseguenze socio-ambientali gravissime, provocando vittime, distruzioni, nuove ondate migratorie e tutto cio' in un futuro molto vicino. Nonostante gli appelli della comunita' scientifica, c'e' chi nega il problema e chi rimane indifferente. E' il segno di una politica incapace che ha perso il senso della responsabilita'. Questa non e' la politica che si prende cura della nostra Terra ma cura gli interessi delle lobby, in un gioco infantile e miope. Dobbiamo ritrovare il vero senso della politica, quella capace di avere a cuore il bene di tutti e non di politici associati agli interessi delle parti. I cambiamenti climatici peggiorano piu' velocemente di cio' che noi stiamo facendo per contrastarli e malgrado cio', la volonta'di fare qualcosa sta scemando. L' ascesa dei nazionalismi ha portato in molti Paesi l' abbandono del tema sui cambiamenti climatici, Trump ha ritirato gli USA da tutti gli accordi sul clima e il Brasile sta per seguirlo a ruota. In Europa le politiche per la riduzione della CO2 trovano molte resistenze. Se la societa' civile non trova subito una forma di lotta per assicurare una transizione verso un futuro sostenibile, abbiamo un grosso problema che si aggrava di giorno in giorno. Ci vuole un dialogo fra le parti che unisca tutti e bisogna far presto perche' questa e' l' unica via percorribile!

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26/01/2019
LA RIVOLTA DEI SINDACI
Dopo il decreto sicurezza di Salvini bisogna ricordarsi che la vera sicurezza sta nella certezza dei diritti e dei valori fondamentali di tutti: lavoro, sanita' per tutti, protezione dell' ambiente, solidarieta' e giustizia sociale. Chi vuole abbandonare anche (a morte e tortura) gli immigrati, si sbaglia. Ecco perche' alcuni Sindaci di grandi citta', che vivono a contatto con le persone, protestano il loro disagio di fronte a certi effetti del decreto sicurezza: protezione umanitaria svuotata, residenza esclusa per i richiedenti asilo con possibilita' di perdere il lavoro e l' accesso a diversi servizi, quindi emarginazione e pericolo di comportamenti antisociali contrari alla sicurezza. Ma i Sindaci, come pubblici funzionari, dovranno applicare la legge. Lo faranno, anche se per far capire a chi di dovere che era sbagliato, hanno fatto lo sciopero virtuale. Ora tocca alla Corte Costituzionale dire se, a seguito delle richieste di chi e' rimasto escluso, la legge si potra' cancellare o modificare. E qui le opposizioni dovrebbero combattere per cambiare un disegno di legge che svilisce la nostra civilta'. I Sindaci si sono espressi in modo chiaro cosi' che nessuno possa dire o fingere di non sapere.

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27/01/2019
VIOLENZA DOMESTICA
La gravissima violenza contro le donne si riversa talvolta sui figli, i piu' innocenti e indifesi. Ogni coppia che ha dei figli si e' formata per salvaguardare i bambini. Cosi' e' nelle promesse iniziali, ma quando l' incomprensione evolve in offese e odio, cambia tutto. Arrivano le minacce e le percosse. L' uomo deve trovare subito un freno inflessibile. Ma poi la paura e l' illusione di affetti perduti e l' incertezza economica creano spesso una coltre di pericoloso silenzio. Se manca il sostegno che molte associazioni e servizi forniscono, i figli e le donne restano vittime con terribili sofferenze. Purtroppo in Italia e' difficile far rispettare i divieti di avvicinarsi e gli obblighi di stare lontani. Impossibile poi per le riforme che hanno moltissimi limiti, sarebbe meglio la carcerazione diretta. Purtroppo anche la denuncia che la donna presenta diventa l' incentivo alla vendetta, piuttosto che la realizzazione della tutela. Eppure se ci fosse l' intervento inflessibile da parte delle autorita', si eviterebbero maltrattamenti e sevizie.

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28/01/2019
POVERE BALENE
Nel 2018 il WWF ha diramato l' elenco delle specie a rischio estinzione. Fra tutte c'e' la balenottera comune che, a forza di essere cacciata, e passata da categoria "a rischio" a categoria "vulnerabile". Sarebbe una buona notizia se non fosse che il Giappone, uscendo dalla Commissione Internazionaleper la caccia alle balene, ha deciso di riprendere la caccia commerciale a queste signore del mare perseguitate da secoli. Da luglio scorso quindi, tutti gli esemplari che passeranno nelle acque giapponesi, non avranno scampo. Islanda e Norvegia fanno ancora questo tipo di caccia, mentre nel resto del mondo le campagne di sensibilizzazione hanno portato buoni frutti. Gli ambientalisti dicono che vale piu' una balena viva che una morta, al contrario dei cacciatori giapponesi. Infatti osservarle e' uno sport che si e' sviluppato in molte parti del mondo.Negli USA c'e' un' isola molto famosa, detta "dei balenieri", dove oggi si va per osservare questi giganti del mare. La scelta giapponese e' stata criticata da molti governi ma a quanto pare non e' servito a niente. In un momento storico dove si richiede piu' rispetto per la salute del mare e dei suoi abitanti (vedi plastiche e isole di plastica), questa scelta dimostra ancora una volta quanto si sia lontani dal capire cosa c'e' in gioco!

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30/01/2019
MAFIA E SPAZZATURA
Il fumo dei depositi di rifiuti non e' piu' solo al Sud ma spunta anche a Milano, sebbene nel Meridione, Roma compresa, ci sono i problemi piu' gravi, laddove solitamente c'e' la piu' forte presenza malavitosa. Le mafie ormai sono ben radicate anche al Nord che un po' finge di esserne indenne. Parlare della giunta romana con la Raggi, sarebbe insufficiente per i dubbi che ha sollevato finora il suo operato nei confronti delle promesse sullo smaltimento dei rifiuti. Ma quella dello smaltimento e' diventata un' emergenza nazionale, che non viene meno solo per alcuni esempi virtuosi. Abbiamo una grande difficolta' nel deliberare e attuare opere e impianti e percio' siamo a questo punto. C'e' il traffico di rifiuti tossici e nocivi, primi responsabili degli incendi che vengono appositamente appicati, che servono a far sparire le prove. Aggiungiamo l' atteggiamento della politica che e' sempre piu' spesso influenzata da ideologie piuttosto che valutare i fatti: gli inceneritori sono diventati oggetto di contesa mentre altri sistemi di smaltimento sono rimasti in ombra, come gli impianti di compostaggio. Ecco allora che la nostra bella Italia si e' imbruttita ed e' diventata un mondezzaio. La capitale ne e' il simbolo, che potrebbe aiutarci a reagire, pur nell' amarezza di una fumata nera cosi' poco confacente con il nuovo anno!

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30/01/2019
MAIUSCOLE O MINUSCOLE
Io scrivo spesso e talvolta mi son chiesto se lo faccio bene, non tanto per l' argomento quanto per la grammatica. Ad esempio mi chiedo se in una tal parola ci va una maiuscola o una minuscola. Cosi' ho ato la domanda ad un esperto e ho ricevuto una risposta piuttosto lunga, della quale ne posto uno stralcio: le festivita' Pasqua e Natale vanno maiuscole, un po' meno Ferragosto...[...] Le maiuscole nella storia dell' italiano hanno subito una sorta di continua erosione, erano molto piu' frequenti un tempo, non solo per i nomi propri ma anche per i titoli, le cariche, le forme di rispetto, le parole indicanti virtu' o pregi speciali e comunque quelle ritenute piu' nobili delle altre. Nel Novecento l' uso delle maiuscole e' diminuito o sparito (si pensi ai nomi dei mesi e dei giorni della settimana. Abolire le maiuscole e' diventato un modo per essere moderni! Di qui l' inevitabile discrezionalita' con uno spazio di libera scelta individuale.

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01/02/2019
ASILI E TELECAMERE
Che tristezza! Collocare le telecamere di sorveglianza negli asili nido o in altri luoghi dove ci son bambini o altre persone incapaci di difendersi e di riferire le umiliazioni subite, e' davvero triste! Io non riesco a rallegrarmi di questo moderno ed economico strumento di tutela di potenziali vittime, pur se la cronaca propone episodi frequenti di vessazioni. Ma il primo rimedio e' piu' profondo se non vogliamo che un giorno le telecamere arrivino nelle case, nelle quali i maltrattamenti non denunciati ne' impediti, sono ancora piu' frequenti. Prima della pur sempre necessaria repressione, c'e' bisogno di educazione alla cura familiare e assistenziale. In Parlamento stanno discutendo su una proposta di legge che faccia in modo che le registrazioni video possano essere viste solo dalle forze dell' ordine. Tuttavia non possiamo esimerci dal provare sfiducia verso certi maestri e affidatari. La scelta oculata del personale, la sua preparazione e la sorveglianza responsabile di preposti e dirigenti e' essenziale. Se oggi siamo obbligati a scegliere la posa delle telecamere, dobbiamo farlo con la speranza che un giorno le si possa rimuoverle con tranquillita'.

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04/02/2019
PAROLE SOCIAL
Siamo nell' era dei social network, che tradotto fa "reti sociali". Chi non conosce questi mezzi, per ragioni di eta' o perche' non li pratica, rischia di essere tagliato fuori. Cio' che leggerete qui di seguito e' per questi ultimi, specie i piu' anziani, desiderosi di orientarsi nel mondo di figli e nipoti.
Facebook e' il social piu' diffuso al mondo, nato come strumento per mettere in contatto ex compagni di scuola. Dopo il suo successo planetario, piace soprattutto agli adulti che lo usano per comunicare con amici e parenti lontani ma anche e sempre di piu' come market on line.
Youtube e' una piattaforma di creazione e diffusione video molto usato dagli italiani, che lo praticano piu' di Facebook. I giovani vi si esprimono e vi trovano i loro idoli e gli adulti vi ascoltano canzoni, guardano video e film o scketch tv. Tutti vi cercano "tutorial", cioe' video istruzioni pratiche dove si impara un po' di tutto, dal riparare il lavandino al confezionare bambole, ma anche cose rischiose e poco raccomandabili.
Instagram serve a condividere foto ed e' il preferito dai giovanissimi che in quel modo danno ai loro amici notizie di se' tramite i selfie.
Twitter, tradotto "cinguettio", e' un mezzo diretto in cui persone note e meno note esprimono in pubblico e in breve (280 caratteri) i propri pensieri, non sempre ben sorvegliati. Il like/mi piace e' il cuoricino o il pollice alzato con cui i follower, cioe' le persone che leggono o vedono il contenuto, lo commentano positivamente. Piu' sono i like piu' cio' che si legge ha successo e dunque la possibilita' di attirare pubblicita' e denari (ma ne servono moltissimi!).
WhatsApp e' un sistema di messaggistica istantanea con cui tramita smartphone (cellulare connesso a Internet) e PC si comunica a distanza con singoli o gruppi, mandando messaggi scritti o registrati a voce, nonche' video e foto.
Ci sono tantissime app (applicazioni e programmi) che sono nate sulla falsariga di quelle appena descritte che non cito perche' il mondo digitale in questo campo e' sterminato. Le app appena citate bastano pero' per riuscire a stare al passo con questi nostri tempi.

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07/02/2019
SCENEGGIATE
Anche se la notiazia e' un po' datata, voglio dire due parole. La consegna all' Italia del terrorista omicida Cesare Battisti e' un successo della giustizia. Merito dei Servizi di sicurezza e dell' azione del Governo. Ora dovra' scontare la sua pena come garantisce il nostro ordinamento, nella legalita' e umanita' di trattamento. La ferocia dei suoi crimini non viene ricambiata. Il dolore dei familiari delle vittime e' insanabile ma la loro richiesta di giustizia sara' soddisfatta. I figli di alcune vittime hanno detto parole indimenticabili di consapevolezza. I media si sono occupati della faccenda per giorni, una sceneggiata di divise malamente indossate, di parole truci, di filmati penosi, compromettendo la gravita' del momento e la possibilita' di riflettere ancora sugli anni del terrorismo. Hanno ignorato le norme del Codice di procedura e dell' ordinamento penitenziario che vietano di esporre il detenuto alla curiosita' pubblica. Il rischio di suscitare qualche folle ritorno di odio e' stato tarscurato per la smania di esibizione e di propaganda. Ricordiamo gli eventi e le responsabilita' di terroristi e fiancheggiatori materiali e morali senza lasciarci deviare. Riconosciamo nelle vittime e nella comunita' che ha saputo reagire, la dignita' che ha consentito allo Stato di salvarsi nello spirito della nostra Costituzione.

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07/02/2019
RIFIUTI DIFFERENZIATI
Se torno a parlare di rifiuti e' perche' e' un problema sempre di attualita'. Dopo aver visto la spazzatura per le strade di Roma, che ha rischiato di dover chiudere le scuole, creando migliaia di piccole discariche sperse per tutta la citta', ho pensato che non poteva esserci qualcosa di peggio! Secondo l' ISPRA, la raccolta differenziata in Italia non supera il 55%, peggio al Sud che al Nord ma sempre molto lontana da quello che dovrebbe essere l' obiettivo finale. Serve un cambio di mentalita' e non dobbiamo pensare che devono essere sempre gli altri a dover risolvere i problemi. I rifiuti sono ormai uno stile di vita inaccettabile. Serve una legge che limiti gli imballaggi ma per quanto se ne parli, non si e' fatto molto in questo senso. I rifiuti sono un prodotto della nostra quotidianita', ma una politica responsabile dovrebbe, oltre a renderci consapevoli, garantire un efficiente ritiro dei rifiuti uguale in tutto il Paese, ed effettuare un controllo all' origine di tutto quel surplus inutile e dannoso.

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09/02/2019
RISCHIO TELEFONINI
L' uso eccessivo dello smartphone fa male alla salute? Il dubbio serpeggia da anni, anche se finora non si dispone di esami e risultati concreti che lo provino. Sono in corso alcune ricerche ai piani alti per capire se gli effetti delle esposizioni del nostro corpo alle onde elettromagnetiche sono dannosi. Cio' che pero' deve interessarci e' che i vari ministeri preposti, entro sei mesi dovranno adottare una campagna informativa sulle corrette modalita' d' uso dei cellulari e cordless e sui rischi per la salute e per l' ambiente, connessi a un loro uso improprio. Questo lo va dicendo il TAR del Lazio dietro ricorso dell' Associazione per la prevenzione e la lotta all' elettrosmog. Ho letto l' articolo e vi riporto qualche suggerimento allegato per usare lo smartphone cercando di evitare o ridurre i possibili danni alla salute.
1 - Meglio usare sempre l' auricolare o il vivavoce, per limitare le onde elettromagnetiche sul cervello.
2 - Se non si hanno auricolari, evitare le chiamate lunghe.
3 - Spegnere il cellulare prima di dormire o metterlo in carica lontano dal letto e non sul comodino. Anche di giorno va tenuto il piu' lontano possibile dal corpo. Insomma, non in tasca! 4 - Alle donne in gravidanza, piu' a rischio di altri, se ne consiglia un uso piuttosto moderato... E cosi' via...

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10/02/2019
UN GROSSO RISCHIO
Leggevo dei ghiacciai islandesi che si stanno sciogliendo sempre piu' rapidamente e sempre per la stessa ragione: i cambiamenti climatici. E' vero che se ne parla, ma sempre troppo poco, a meno che a pagare non siano gli esseri umani. Io ho potuto infatti leggere questa notizia grazie ad un iceberg che sta minacciano un villaggio costiero, col pericolo di crollo e creazione di uno tsunami che travolge tutto. Quindi conseguente abbandono delle case da parte dei pochi abitanti. Ne hanno parlato in tutto il mondo, ma solo perche' sono state coinvolte direttamente vite umane. Il problema e' che le vite umane vengono coinvolte tutti i giorni senza che nessuno se ne renda conto. Per questo parliamo di un pericolo molto grave, di un nemico che non si vede ma che dovrebbe fare molta piu' paura, e ancora non lo abbiamo capito!

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11/02/2019
OSTACOLI INUTILI
Parlando con un' amica trentenne, con due lauree, con l' aiuto dei genitori in pensione ha acquistato un miniappartamento per poter prendere il volo da sola, mi racconta che, disoccupata cronica da tempo, se non fosse per i genitori sarebbe stata nei guai seri. Iscritta a certe agenzie (a pagamento) per eventuali chiamate lavorative anche a giornata, non ha diritto a iscriversi alle liste dell' ufficio di collocamento perche' risulta "occupata"! Non le spetta il reddito di inclusione perche' sul suo Isee risulta proprietaria di una rendita catastale alta. Non puo' iscriversi all' Universita' statale perche' ha un reddito troppo basso. Con il modello Isee dei genitori che, tra pensioni e casa di proprieta', risultano straricchi, dovrebbe pagare una retta altissima. Dove sta la morale? Eccola: non puo' lavorare perche' e' ricca solo perche' ha una casa di 40 mq, non puo' studiare perche' e' povera! Le contraddizioni pazzesche che l' Italia si trascina da anni, con nostra grande amarezza. Dopo una vita di lavoro, i genitori fanno lo slalom fra leggi e norme ma trovano solo ostacoli, per far andare avanti la loro unica foglia. Queste situazioni pero' danneggiano sempre piu' spesso i giovani e creano un clima di malcontento e di tensione. Dobbiamo augurarci che chi ci governa pensi davvero alle nuove generazioni, soprattutto sul fronte lavoro, per fare in modo che le prossime leggi eliminino tutte le diseguaglianze e possano dare a tuttti l' opportunita' che gli spetta (come da Costituzione) e non solo ostacoli inutili!

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12/02/2019
IL MARE E' UNA RISORSA
Quante volte ci e' capitato di sentire che il mare e' supersfruttato? Inconsciamente abbiamo pensato che le sue risorse fossero infinite. Invece secondo gli esperti non e' cosi'. Loro dicono che se non ci si mette un freno da parte di tutti gli Stati con politiche di tutela, ci ritroveremo con gli oceani svuotati. I dati sono che il 90 % delle riserve di pesce riservate al consumo da parte delle persone risulta essere quasi esaurito. Molti Paesi hanno messo in pratica dei regolamenti finalizzati a tutelare la pesca sostenibile e le risorse ittiche ma la maggior parte non fa nulla. In Italia addirittura hanno gia' messo in dubbio i fondi a sostegno della pesca e a pagarne le conseguenze saranno solo i piccoli pescatori che dalla pesca traggono spesso il loro unico sostentamento e la cui vita e' gia' abbastanza difficile. Come sempre pero', l' equilibrio si trova nel mezzo e dove non arriva il buon senso, devono arrivare le leggi.

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15/02/2019
APERTI AL FUTURO
Stiamo attraversando unmomento di forte instabilita'. I drammi epocali, una stagnazione o peggio una regressione, un uso indiscriminato dei social stanno generando una mancanza di speranza e di fiducia. Il problema non e' solo come affrontare cio' che sta nel cuore delle persone. Viviamo nell' epoca del disgusto, dell' uno contro l' altro, del non accettare se stessi, in un mondo incattivito. Manifestiamo in piazza per ogni problema che emerge, grande o piccolo. Sembra un mondo che ha perso il proprio orizzonte, alla ricerca di qualcuno che con una bacchetta magica possa risolvere tutti i nostri problemi. Cosi' poi cediamo alla depressione, ci insultiamo uno con l' altro senza vedere il bene che c'e' intorno a noi. E stiamo creando generazioni di giovani che la pensano allo stesso modo. Eppure il mondo e' fatto di tanta gente onesta e sincera che lavora senza essere citata, di persone che si impegnano non a contrapporsi con gli altri ma a costruire ponti concreti e apertura verso il futuro. Il compito della societa' non e' quello di essere contro qualcuno o qualcosa, quanto nel far rifiorire la bellezza che rischiamo di smarrire. Cerchiamo una stagione aperta alla positivita', togliendo il male che blocca la crescita di questa nostra societa'. Questo mondo ha fame di verita' e di autenticita'.

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17/02/2019
LE UMANE VIRTU'
Sembra che tutte le virtu' dell' uomo stiano tendendo a scomparire. In particolare e' in via di estinzione la tolleranza, che invece e' una grande virtu' ingiustamente messa da parte. Infatti oggi si parla di "tolleranza zero" per tanti comportamenti, idee o cose e persone. E dire che l' intolleranza e' fonte dei piu' gravi problemi che affliggono il mondo e che di tolleranza il mondo ha estremo bisogno. Anche se la "tolleranza zero", che in pratica indica l' intransigenza nei confronti di gravissimi reati, dovrebbe limitarsi a indicare la gravita di certi fatti. Certo che la parola "tolleranza" non e' molto simpatica perche' puo' risultare a volte ambigua. E' possibile tollerare il male, l' ingiustizia e la falsita'? O tollerare le persone che compiono tali azioni? Cerchiamo di non cadere nel relativismo, non disprezziamo la tolleranza e cerchiamo nel nostro prossimo le altre virtu' umane che sono tante, cosi', giusto per non farle scomparire e per vivere nel reciproco rispetto. Pensiamo che queste virtu' sono un aiuto per la memoria e una sintesi di vita. E infine, come diceva un grande filosofo, mettiamo in pratica la madre di queste virtu': l' umilta'!

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17/02/2019
ARIA CATTIVA
Non c'e' elemento piu' prezioso dell' aria, senza di essa si muore inpochi minuti! Senza acqua si resiste una settimana e senza cibo un mese ma senza aria non ce la possiamo fare. Eppure i dati di Legambiente non ci consolano: in piu' di 50 citta' italiane si respira aria avvelenata e nessuno sta facendo niente per migliorare la situazione. Si pensa sempre che ci siano altri problemi piu' urgenti da risolvere ma, se ci pensiamo un attimo, cosa c'e' di piu' urgente dell' aria che respiriamo? La maggior parte delle citta' inquinate e' in Pianura padana ma anche Genova e Venezia come Terni o Avellino non stanno niente bene! Nessuno sa come possiamo difenderci, le mascherine che indossiamo nei giorni di picco della presenza di polveri sottili non servono a niente. L' eccesso di traffico, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole ci stanno distruggendo la vita. Nel nostro Paese, 60 milioni di persone, per lo piu' anziani, ci sono quasi 40 milioni di automezzi. Se iniziassimo a preoccuparci della nostra salute e del nostro futuro sarebbe meglio. In Australia i mezzi pubblici in centro sono gratuiti e in tutto il mondo sono sempre di piu' le iniziative verdi legate ai controlli che dovrebbero migliorare le nostre vite. Sono cambiamenti all' apparenza difficili ma e' ora di iniziarli.

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20/02/2019
ACCORDI SUL CLIMA
Ho gia' scritto in questi spazi sull' ambiente e continuero' a farlo. E questo perche' non possiamo continuare a recitare che non dobbiamo fare oggi cio' che possiamo fare domani perche' domani sara' troppo tardi. Eppure continuiamo a non rendercene conto. E' finita da poco la conferenza sul clima in Polonia e si puo' gia' parlare di un fallimento. C'e' un po' l' impegno di rispettare gli accordi di Parigi ma anche di aspettare il piu' possibile a metterli in atto. I ricercatori non fanno che ripetere al mondo che non e' piu' sufficiente mantenere l' aumento della temperatura entro i due gradi, ma addirittura, per evitare catastrofi climatiche gravi, non dovrebbero superare il grado e mezzo. Sono ancora troppi i Paesi che non accettano rallentamenti della loro economia, con in testa i produttori di petrolio come gli USA, dove Trump e la sua politica non credono a quei ricercatori su tali temi. Un accordo che sembra si fara' e' quello che i Paesi piu' ricchi aiuteranno quelli piu' poveri ad affrontare le difficolta' causate dai cambiamenti climatici. Io pero' penso che il problema non sia l' aiuto, peraltro doveroso, perche' la Terra e la nostra stessa vita non possono essere solo una questione di denaro.

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24/02/2019
L' ERA DELL' WEB
Dagli anni '50, finche il veicolo comune e' stato la Tv, gli adulti conoscevano gli oggetti di ammirazione dei ragazzi: i genitori degli anni '60, che ascoltavano l' opera in radio, forse non capivano la musica dei Beatles amata dai loro figli, ma sapevano chi erano i Beatles. Madri e padri degli anni '80 alle prese con figlie che smaniavano per le acconciature dei Duran Duran, li riconoscevano vedendoli in Tv o sulle riviste. Oggi la tecnologia ha spezzato questa continuita' e aumentato lo scarto generazionale. Bambini e preadolescenti trovano in rete, su Youtube e su Instagram, i loro idoli: giovanissimi apparentemente qualunque che giocano ai videogame, parlano di se', producono video di una comicita' che suona misteriosa agli adulti perplessi, perche' ora la fama passa per vie nuove. In Internet non c'e' un canale che tutti vedono. Ognuno cerca cio' che gli corrisponde e se gli adulti frequentano via Facebook amici vicini e lontani o tutorial dove imparano a fare torte di mele o come chiudere un divano letto, i figli trovano, sempre piu' precocemente, sul cellulare supperaccessoriato, divertimenti di cui ai grandi sfugge talora il senso, come in adolescenza e' sempre accaduto, ma con in piu' l' incognita dovuta al mezzo e con qualche patema d' animo.

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26/02/2019
TRA ETICA E DIRITTO
Non tutto cio' che e' lecito e' onesto. Non ci si puo' servire dell' umanita' altrui per raggiungere i propri scopi infliggendo disagi e sofferenze per il proprio scopo. Non bisogna esitare quindi di fronte a episodi come quelli che obbligano i naufraghi a rimanere in mare aperto a bordo di navi che li hanno salvati. Ma e' lecito trattare i naufraghi in questo modo? Nello specifico quelli sulla Sea Watch? La Convenzione alla quale l' Italia ha aderito prescrive ordini di salvamento, di mobilitazione degli Stati nella cui zona di competenza sia avvenuto il naufragio, di accoglienza a bordo e di trasporto al porto sicuro piu' vicino. Non c'e' norma o legge che consente che, per qualsiasi obiettivo politico, si possano trattenere per giorni delle persone. Tutti i controlli e le verifiche del caso vanno fatte sulla terraferma. Inoltre non ci sono prove di reato di complicita' con gli scafisti che li hanno messi in mare da parte della nave soccorritrice. Non c' era nessun interesse costituzionale ne' nessun pericolo per l' ordine pubblico a causa di quelle persone stanche, confuse e sofferenti. Ognuno giudichi se vi siano colpe morali o violazioni della legge. Se in loro vece ci interrogasse la nostra coscienza nella sua libera responsabilita', eviteremmo di ripararci all' ombra di qualche capopopolo. Quello che e' successo dopo, cioe' l' assoluzione del responsabile di tutto questo e la risposta senza senso degli ex naufraghi che chiedono un risarcimento milionario dallo Stato italiano per essere stati "sequestrati" per 10 giorni, e' tutta un' altra storia. Triste! Molto triste!

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29/02/2019
FANTASMI CHE TORNANO
Pochi giorni fa abbiamo ricordato la vicenda dolorosa (nella Giornata della Memoria) dell' olocausto italiano e mondiale del popolo ebreo. La teoria complottista non manca mai di esercitare attrazione su menti spaesate. Ricordiamo dopo 80 anni le leggi razziste del 1938 volute da Mussolini, che emarginarono gli ebrei italiani e,isolandoli, prepararono le razzie sterminatrici del 1943/44. Non dimentichiamo inoltre che l' antisemitismo fascista segui' di poco la politica delle razze voluta da Mussolini in Etiopia, che mirava ad affermare la superiorita' degli italiani sugli africani e a impedire ogni mescolanza tra "bianchi" e "neri". La politica razzista in Africa porto' stragi e dolori. L' antisemitismo fini' con la Shoah in Italia. Il bilancio italiano dell' olocausto ci costo' 7.500 vittime, uomini, donne e bambini deportati nei campi di sterminio. Gli altri ebrei vessati dai nazisti, dai collaborazionisti e traditori italiani e dai mercanti di vite umane, furono costretti a nascondersi fra le pieghe della societa' con l' aiuto di italiani generosi o a fuggire in Svizzera. La riproposizione oggi di simboli, linguaggi e riferimenti pseudo culturali su ridicole teorie di cospirazione, sono segni di un passato che non deve piu' tornare in nessuna forma. Siamo pero' in un tempo in cui circolano rabbia e spesso alla ricerca di nemici a cui attribuire le responsabilita' delle difficolta' personali e collettive. La paura vede nei diversi chi attenterebbe alla sicurezza o al benessere della nostra societa'. In questo clima acceso corrono parole forti. E' facile che si predichi l' odio o si ripropongano stereotipi antisemiti. Dopo quanto e' successo quasi un secolo fa in Italia, bisogna vigilare e ricordare a cosa porto' una politica di odio e di discriminazione. Pero' non dobbiamo essere pessimisti. L' altro ieri su una rivista a tiratura nazionale ho visto, al seguito del Presidente della Repubblica, un corazziere di colore: l' Italia va proprio in un altro senso...spero!

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02/03/2019
INCIDENTI STRADALI
Non si legge altro che di morti sulle nostre strade, tutti i giorni. Molte volte saliamo sui mezzi e ci sentiamo persone diverse, piu' arrabbiate con gli altri, che suonano davanti ad ogni piccolo ostacolo, che vogliono sempre aver ragione. L' uso dei mezzi e' diventato, per alcuni, come essere allo stadio, un luogo in cui uno sfoga i suoi istinti piu' beceri. Poi c'e' lo stress collettivo e singolo, l' abitare in citta' caotiche, ma non per questo deve diventare normalita' non osservare il codice della strada. Bisogna sempre rispettare i limiti di velocita' e gia' mi sembra di vederli (si dice cosi' ma li vediamo davvero) gli autisti stressati con gesti, parole e suoni di clacson all' indirizzo del lento di turno davanti a loro! Se poi pensiamo alle distanze di sicurezza non rispettate, al fermarsi allo stop che non esiste piu', ai sorpassi piu' che azzardati, all' uso dei cellulari durante la guida, vorrei sapere dove vogliamo andare a finire! perche' davanti alle tante morti sulle strade ci mettiamo a piangere ma il giorno dopo ritorna puntualmente tutto come prima. Non e' ormai solo una questione di controlli, ma cercare di entrare in un nuovo stile di vita. Con la patente ci hanno dato la licenza di uccidere, non approfittiamone! Ricordiamoci che, quando siamo alla guida, abbiamo una grande responsabilita', non solo per chi e' in auto con noi ma per tutte le persone che circolano per strada. Cerchiamo di rispettarli e rispettare noi stessi.

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03/03/2019
SPAZIO ALLE PAROLE
Ho letto un' intervista ad un antropologo famoso che diceva che Facebook tramontera' e tornera' la vera amicizia. Dice anche che nessun adolescente lo usa piu' e che si sta tornando ad una societa' in cui i legami faccia a faccia sono piu' importanti di quelli virtuali. Sulla prima asserzione ho molti dubbi mentre per la seconda sono d'accordo, perche' sui nostri giovani bisogna essere ottimisti. Perche' ritrovare le parole calde e autentiche significa rinascere, guardarsi negli occhi e stringersi le mani e' musica sempre. Far tornare la speranza per far si che la societa' non sia quella dei grattacieli e le tv accese giorno e notte ma far si che si torni a parlare a tavola, si torni a scrivere e a sedersi sul divano del salotto per parlare, ridere e accendere il cuore e non la televisione. La nostra civilizzazione ha parole artificiali per dare un tempo alle notti del sabato, tra una discoteca e l' altra, ma ha perso la carezza tra una parola e l' altra. Ci sono parole autentiche che si sono radicate dentro di noi e che se ci rimarranno sempre vicine, ci faranno vivere e non sopravvivere. Queste parole non le ha fatte nessuno e sono li da sempre. Dobbiamo solo usarle.

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03/03/2019
PAESE AMARO
Dopo un' accesa discussione serale sul perche' l' Italia non mi sembra un Paese per la scorsa generazione (nati negli anni '80), vorrei dire due parole "amare": queste persone hanno studiato e raggiunto i loro obiettivi anche importanti ma in Italia non basta! Qui fanno con facilita' lavori dove non serve la loro laurea, superano concorsi su concorsi con grande fatica come tutti ma, anche qualora abbiano il merito di vincerne uno, restano sempre dei poveri precari con contratti semestrali, senza possibilita' di sapere se e quando arrivera' per loro la stabilita'. Chi e' sposato deve spostare la famiglia piu' volte se necessario, chi si deve o vuole sposarsi non ne ha le possibilita' fisiche o finanziarie per gli stipendi da fame e le spese da sostenere. Poi ci chiediamo perche' sono in aumento i casi di depressione con panico. Queste persone vorrebbero solamente, caro Stato italiano, dopo tutti i sacrifici fatti, avere la possibilita' di farsi una famiglia contando su uno stipendio stabile e vivere nel loro Paese natio. Pensano che alla soglia dei 40 anni e' ormai tardi per andar via dall' Italia, ma alla fine, presi dalla disperazione, lo faranno lo stesso o almeno ci proveranno. Le nascite in Italia sono in un calo devastante che ha battuto negli ultimi 2 anni tutti i record negativi. Per contro c'e' l' aumento degli italiani all' estero che secondo l' Istat sono piu' di 5 milioni! Ecco allora l' appello che tutti noi dovremmo fare al Governo per questi "giovani" ultratrentenni, che intervenga al piu' presto con politiche serie in loro favore (ma anche per i piu' giovani) e delle famiglie, per il bene e la crescita di questo nostro travagliato Paese!

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03/03/2019
LA LIBERTA'
Chi paga ha sicuramente le chiavi del grano. Dicono che il denaro e' il piu' grande strumento di liberta'. Non ci hanno pero' spiegato e nemmeno lo hanno fatto ai nostri giovani che, pur essendo vero, e' uno strumento di liberta' in una societa' ingiusta e cattiva. In un mondo che potremmo paragonare ad una gigantesca tavola imbandita dove seduti a mangiare sono pochi privilegiati e per terra a raccogliere le briciole una moltitudine di persone. La liberta' in una societa' sana dovrebbe esserci per tutti. Ogni persona dovrebbe avere la possibilita' di curarsi, di formare una famiglia, di avere un lavoro per essere indipendente dall' assistenzialismo e una casa dove abitare. Cio' che e' strano e' che personaggi politici sempre pronti a dichiararsi credenti, a ricorrere al Vangelo,alle leggi e alla Costituzione quando gli torna comodo, lo ignorino quando si tratta di parlare di denaro e di ricchezza. Due frasi che ho letto stamattina mi anno fatto riflettere:
1 - "L' Italia e' uno dei tanti Paesi in cui si diventa ricchi senza far niente"
2 - "L'Italia e' uno dei pochi Paesi dove si rimane poveri anche lavorando!"

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09/03/2019
CATASTROFI
Da secoli ormai veniamo colpiti da certe catastrofi naturali (e artificiali) e cerchiamo ogni volta di dare una spiegazione ad ogni evento, dando la colpa a questo o a quello, ma alla fine siamo sempre daccapo: perche' quella frana? malattia, guerra, incendio? Ognuno di noi cerca di dare una spiegazione, di porvi rimedio e far si che non si ripeta o per lo meno di alleviare in certi casi la sofferenza. Diciamo che "giustizia sara' fatta" e che "sia di esempio a tutti" ecc...L' unica cosa che e' cambiata e' la velocita' dell' informazione, il resto e' rimasto come prima. Restiamo sempre sgomenti di fronte alle catastrofi naturali e piu' ancora di fronte alla cattiveria umana. Le calamita' naturali fanno parte del limite della stessa natura. Ma e' la malvagita' umana che non rispetta l' ambiente in cui viviamo che provoca le catastrofi, creando sofferenza, dolore e morte. Ma dietro tutto cio' c'e' l' egoismo e l' odio dell' uomo che, per quattro miseri denari, distrugge la sua casa senza che ancora oggi se ne renda conto. Ma un giorno quel conto arrivera' e l' uomo non sapra' come pagarlo ne' come porvi rimedio, perche' sara' troppo tardi!

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10/03/2019
SOVRANISMI E POPULISMI
Forse non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a vivere in un continente che da decenni e' senza guerre. Il nostro mondo attuale e' fatto di pace e prosperita', nonostante le crisi economiche. Mi fanno paura quelle persone che pensano che tutto cio' sia definitivo. Questo pero' non vuol dire che deve accadere il peggio. E' pero' nostro dovere tenere l' Europa unita in un momento in cui ci sono forze che vorrebbero disgregarla. L' avvento di certi movimenti populisti e sovranisti e' uno degli aspetti perversi del nostro sistema di informazione negativa. Grazie a questo, oggi e' piu' facile far nascere nuove scuole di persiero e comunita' sulla rete, che ruotano su false notizie ma che attirano grandi masse al loro interno, grazie all' uso di un linguaggio aggressivo. Un esempio ne e' il "doverci difendere dall' invasione dei migranti". C'e' il bisogno di spiegare a certe persone che i nostri confini sono sicuri e con regole certe. L' arrivo dal mare dello straniero puo' creare sconcerto e paura perche', specie per l' Italia, non si hanno le idee chiare di come affrontare questo fenomeno migratorio, che non e' certo il problema piu' serio che ha oggi l' Europa. E' solo un fatto strumentalmente usato da chi vuole creare rabbia e panico per spostare il focus dai veri problemi. Tutto cio' pero' paga perche' si sono formate nuove entita' politiche e l' avanzata dei partiti sovranisti e dei movimenti xenofobi che hanno preso il posto dei partiti tradizionali di centro-destra e centro-sinistra, totalmente in crisi. Oggi poi non ha piu' senso dividere la politica in questi due schieramenti. In Italia per esempio esistono due tipi di populismo diverso. Se usiamo i vecchi schemi, diciamo che la Lega sarebbe di destra e i grillini di sinistra, ma non e' cosi'. Sono entrambi qualcosa di diverso, un nuovo tipo di politica. Dopo il primo populismo di Berlusconi del 1994, siamo arrivati ai 5 Stelle, ben piu' radicali. I populisti fanno promesse che non possono mantenere e quindi la gente resta delusa e cerca qualcun altro che faccia promesse migliori. Berlusconi sembrava il salvatore della patria ma sappiamo come e' finita. In Italia penso esista un nazionalismo civico, quello sviluppato nelle piccole comunita'. E' necessario che queste siano tolleranti con gli altri per mantenere positiva l' dentita' di un Paese, purche' non escluda lo straniero. Questo tipo di populismo "sano" diventa patriottismo. Non bisogna permettere all' altro nazionalismo, quello isolazionista, quello del "prima il nostro interesse, degli altri non ci importa", di rubarci il sano patriottismo!

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14/03/2019
OFFESE GRATUITE
Dopo aver letto su una rivista quell' infelice battuta di una studentessa di Macerata che, con molta suoerficialita', ha offeso il 226esimo Reggimento di Fanteria del nostro Esercito, chiamando i defunti della Grande Guerra "quattro sfigati morti in guerra", mentre si trovava in una strada dedicata proprio al Reggimento Arezzo, dico che e' stata veramnte una grande stupidaggine, dettata dalla spavalderia di chi non ha mai visto ne' vissuto nessuna guerra. Anche se i Carabinieri le hanno comminato una multa, penso che toccherebbe prima alla scuola inquadrare nel modo giusto le idee sulla storia della nostra povera Italia e soprattutto sulle morti di tanti giovani che certamente non sono andati in trincea per divertirsi con le armi, lasciando a casa le loro famiglie. Con un po' di cultura in piu' forse ci penserebbe due volte prima di insultare un Reggimento come l' Arezzo che in Carnia ha lasciato piu' di tremila morti tra i seicentomila ragazzi caduti nella Grande Guerra. Speriamo di non vederne mai piu' guerre cosi', di nessun genere esse siano. C'e' pero' nel mondo un' altra guerra che coinvoge i nostri giovani, che continuano a morire a migliaia, perche' non hanno trovato la loro pace interiore e perche' un altro tipo di "armi" sta dilaniando la loro vita e quella dei loro familiari. Spero che quella ragazza, dopo una seria riflessione sulla battuta e sulla multa, diventi testimone per chi, come lei, subisce l' ignoranza della nostra storia.

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15/03/2019
SOLI SUI SOCIAL
C'e' una sostanziale differenza tra la solitudine e l' isolamento sociale. Non sono la stessa cosa, ci sono persone integrate nella societa' che si sentono sole e persone socialmente isolate che non si sentono per niente sole. Si dice che i social network aumentino la solitudine. Diciamo che Facebook risponde a un' esigenza umana, quella del contatto sociale ma che pero' e' falso. Maggiore e' l' esposizione a Facebook e maggiore e' il rischio di diventare depressi. I social distruggono le relazioni a causa della continua tendenza alla competitivita' e al paragone che si instillano nelle persone. Sembra sempre che si stia meglio altrove, che le persone che vediamo sui social siano migliori. Poi pero' ho letto di alcuni bambini tedeschi che hanno chiesto ai loro genitori di passare piu' tempo con loro invece che sugli smartphone e questo ha allentato il mio pessimismo e mi ha ridato quella fiducia che ci vuole per non essere davvero schiavi di una certa tecnologia!

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16/03/2019
PALADINI DELL' AMBIENTE
In gioventu' abbiamo creduto che chi poteva salvare il mondo doveva essere un buon politico. Negli ultimi anni hanno preso piede i cosiddetti "influencers", coloro che con i social network riescono ad arrivare molto lontano. Forse pero' nessuno aveva immaginato che il discorso di una ragazzina di 16 anni fatto in Polonia pochi mesi fa in occasione del' incontro sul clima, potesse avere un' eco cosi' importante. I giovani di oggi sono distratti, superficiali, disillusi, o almeno e' quel che si dice. Eppure proprio da questi giovani puo' partire una rivoluzione che puo' salvare il Pianeta. Il nome della ragazzina e' Greta ed e' diventata il simbolo di chi non vuole arrendersi, di chi ancora crede ed e' convinto di poter salvare il mondo. Dopo il discorso all' ONU non si e' fermata ma il "simbolo" e' diventato piu' forte del previsto. Infatti nei giorni scorsi sono scesi in piazza in tante citta' migliaia di giovani che speriamo si trasformino in milioni. Ragazzi che dicono basta a questo andazzo che ci porta solo a posticipare decisioni che in realta' sono scomode per tutti. Greta e' un simbolo e in questa societa' i simboli sono diventati preziosi. Ora tocca a noi far si che questo messaggio, nato per caso alcuni mesi fa, si trasformi in una concreta realta'.
Chie e' Greta Thunberg?

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19/03/2019
EVIDENZA NEGATA
Se le basi di un dialogo vengono messe in discussione, non si riesce a creare nessun confronto costruttivo. E qui in discussione c'e' il destino del nostro Pianeta, attorno a un tavolo al quale partecipano leader mondiali che non considerano dati scientifici accertati da anni; quei dati gia' citati in questo spazio che dovrebbero farci capire quanto sia indispensabile un cambiamento condiviso da tutti. E' ormai chiaro quanto l' uomo sia in grado di cambiare la temperatura della Terra con la popolazione mondiale che e' arrivata a quasi 8 miliardi di persone. La nostra intelligenza ci fa scaldare case, produrre oggetti, creare macchine per viaggiare ecc...Sappiamo quanta differenza di temperatura c'e' fra i centri e le periferie delle grandi citta'. Ma nonostante tutto cio', qualcuno come Trump, scherza sui cambiamenti climatici, usando i soliti tweet. E lo fa proprio quando il gelo ha messo in ginocchio parte degli USA. Le temperature li' sono scese a -50 gradi e in Australia sono a +50 gradi (dati dell' Istituto di biometeologia del CNR). Uno scherzo stupido quello di Trump, come se si potesse scherzare con il futuro del mondo.

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19/03/2019
PROBLEMA MONDIALE

Quante volte ci siamo chiesti se esistono luoghi ancora incontaminati? Un tempo avremmo dato per scontato che in mezzo all' oceano o sull' Everest sarebbe stato cosi'. Oggi sappiamo che non lo e' piu'. Il mondo e' troppo piccolo per contenere tutta l' immondizia che quotidianamente produciamo e ci lasciamo dietro anche nei luoghi piu' preziosi del mondo. E' stata fotografata la spazzatura sull' Everest, una quantita' terrificante, aumentata negli ultimi anni a causa dell' innalzamento della temperatura che ha sciolto neve e ghiacciai e che ha portato alla luce ricordi di umanita' troppo poco rispettosa. E l' Himalaya e' solo un esempio, un simbolo. I nostri rifiuti sono ormai dovunque e, una volta prodotti, rimangono! Le nostre montagne e i nostri ambienti soffrono tutti per le stesse ragioni. Per questo ormai si dovrebbe pensaread una tutela planetaria e non limitata agli Stati di cui facciamo parte.

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22/03/2019
LA VITA E' UNA FARSA
Quando si e' piccoli non si vede l' ora di crescere e diventare grandi, sperando che l' eta' adulta ci spalanchi chissa' quali orizzonti di liberta'. Ci si arrovella per cercare lavoro e quando lo troviamo ci sentiamo felici anche se cio' che facciamo e' lontano anni luce da cio' che avremmo voluto fare. Poi, dopo decenni di routine quotidiana, contiamo i giorni che ci separano dall' agognata pensione. Mai piu' alzatacce all' alba, ritardi, fatiche e nevrosi, solo molto tempo libero da dedicare a noi stessi, per poi fare che cosa...Quello che realizziamo e' che il grosso della nostra vita e' alle nostre spalle e che il conto alla rovescia e' cominciato. Allora saremmo disposti a ricominciare daccapo, se solo fosse possibile. Una tragica farsa, mi vien da dire senza riferimenti autobiografici superflui, un' atroce beffa che ci fa la vita. Se ci guardiamo indietro, la nostra esistenza (non sempre) ci appare inconsistente, effimera e inutile, specie se non viene vissuta ogni momento, nel quotidiano. Ci preoccupiamo del futuro, di cio' che faremo, accumuliamo e mettiamo da parte solo per spirito di possesso, per avere di piu' di cio' che ci necessita e poi, quando arriva il momento per goderci tutto questo, ci accorgiamo che e' troppo tardi e che il nastro non si puo' riavvolgere.

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