Questa pagina ha l' intento di farvi leggere tutti i "graffi" postati nel 2018. Sono tutti incentrati su argomenti di attualita', di satira e di politica, di cultura generale e di economia o di altro genere, sempre un po' "graffianti" quando si rende possibile per la tipologia dell' argomento. Prendono spunto da riviste, quotidiani o TV ma sono tutti espressamente personalizzati, scritti e postati dall' autore in calce. Non si puo' interagire in diretta come un normale blog, ma se qualcuno volesse intervenire in qualche modo, aggiungere qualcosa o mostrare il suo disappunto su cio' che ha letto, puo' spedire il suo post all' webmaster dal form qui a destra o attraverso i canali del sito e, dopo un' attenta valutazione, verra' postato come "graffio del giorno"!

giomas    

Tutti i "graffi" del 2019

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01/01/2019
OBBLIGO DEL CODICE
Se guidiamo in citta' ma anche nei nostri piccoli centri, ci accorgiamo di quanto siano aumentate quelle persone che svoltano senza mettere la freccia. Subito sembrava una dimenticanza ma col passare del tempo questa cattiva abitudina si sta allargando a macchia d' olio. Ma gli italiani se ne fregano. Non tutti ma ormai tantissimi hanno dei comportamenti anarchici quando guidano, parcheggiano o fanno manovra. Il Codice della strada sembra sia diventato un optional e chi e' al volante e' lontano dall' essere virtuoso. E il non usare gli indicatori per svoltare, con leggerezza e indifferenza verso chi guida dietro o davanti a noi, ne e' la spia piu' evidente. Ed e' un obbligo che ci e' stato insegnato durante la scuola guida. Quando si stava vicino all' istruttore si usava, ma appena ottenuta la licenza di guida se ne scordano in troppi ormai. Come lo stesso fanno con l' uso del cellulare, vietato per legge,con tutte le conseguenze immaginabili. Certo non puo' esserci una pattuglia dietro ogni automobilista per vedere queste infrazioni ma spetta a noi e al nostro buon senso civico ed educazione adottarli come ci insegna il codice. E' un gesto di civilta' che non costa nulla ed e' essenziale per la nostra sicurezza e quella degli altri.

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05/01/2019
ALMENO LE SCUSE
A leggere certi articoli, se non ci viene da ridere, puo' solo irritarci. La Procura della Repubblica stava eseguendo alcuni arresti nell' ambito della lotta alla mafia nigeriana quando, con un tweet, il Ministro Salvini si congratula con la Polizia. Il Procuratore Spataro pero' non ne e' stato molto entusiasta perche' quelle tre righe potevano danneggiare l' inchiesta e invitare qualche altro ricercato a scappare in tutta fretta. Ma Salvini attacca il magistrato e lo invita ad andarsene in pensione. Questi non se lo fa ripetere, visto che e' stato uno dei migliori che l' Italia abbia mai avuto, dal terrorismo alla mafia sempre in prima fila, mentre il signor Salvini e' un ministro ancora assai acerbo che deve mostrare di valere qualcosa, nonostante la propagazione di messaggi di paure e intolleranze varie. La Costituzione recita che per l' integrita' della democrazia, i poteri dello Stato devono essere separati, che nessuno puo' invadere il campo dell' altro senza danneggiare l' equilibrio dei diritti e delle liberta'. Se il titolare dell' indagine era il Procuratore, Salvini, che lo abbia fatto per farsi bello o solo per entusiasmo fanciullesco, ha sbagliato. E con l' invito al magistrato ad andarsene, ha completato l' opera e ancora non ha saputo chiedere scusa.

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07/01/2019
I GILET GIALLI
I gile' gialli in Francia, da un po' su tutti i TG, per capirci quelli che hanno cominciato tempo fa a protestare per l' aumento della benzina, con tutti i casini cha stanno combinando, sono diventati il braccio armato del fascismo francese e rappresentano un enorme pericolo per l' Europa. Vi ricordate gli scioperi dei camionisti cileni ai quali segui' il colpo di stato di Pinochet contro Alliende? E' strano che le forze sane e democratiche francesi non riescano a individuare e arrestare quei pochi facinorosi e teppisti! Dobbiamo pensare che quello dell' aumento dei carburanti era solo un pretesto? Le nuove forme di guerra mutano in continuazione rispetto ai tempi passati e, ora, con i mezzi informatici si internazionalizzano ancor piu' velocemente! La sensazione e' pero' che dietro questi "manifestanti" ci sia una regia i cui mandanti utilizzano l' web come un' arma a livello mondiale, come organizzatrice del dissenso contro ogni espressione democratica. Tutta la politica in questo senso diventa piu' subdola ma alza anche i toni alla violenza verbale e teppistica dello squadrismo modello tifoseria dall' web alla strada e quindi ai centri della democrazia e agli uomini che la rappresentano. Io non sto con Macron, che dovrebbe fare un grosso mea culpa ma le azioni deprecabili di questi 4 teppistelli da web non giustificano quello che stanno chiedendo, che si dovrebbe ottenere senza colpo ferire, ne' fisico ne' materiale, instaurando un dilogo democratico di trattative e discussioni.

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09/01/2019
LE ORIGINI DEL PRESEPE
Dopo le feste natalizie facciamo sempre il bilancio di come le abbiamo passate...a me e' venuto in mente il presepe e non solo perche' al paese, come nel 2017, ne sono stati esposti alcuni nei vari rioni, tutti diversi tra loro con le loro personalizzazioni, ma per le troppe polemiche che hanno girato attorno a lui, troppe volte strumentalizzato per valori contrari alla pace e alla fratellanza che ne sono invece l' ispirazione. Cosi' mi sono documentato, un po' per curiosita', un po' per rispetto a questa nostra tradizione. L' usanza di radunare "il mondo intero" ad adorare Gesu' bambino risale a San Francesco che, rientrando da un viaggio in Terra Santa, la notte del 24 dicembre decide di celebrare il Natale all' eremo di Greccio, celebrando la messa nel bosco. Secondo i cronisti di quell' epoca, voleva vedere di persona e dimostrarlo ai presenti, il disagio in cui nacque Gesu'. Non era un presepe come lo conosciamo noi oggi, con statuine di angeli e pastori. Non c' era neppure la Sacra Famiglia. Fu solo la celebrazione della Messa su una mangiatoia, con solo un bue e un asinello presenti nella stalla, assieme ad una piccola folla di poverelli accorsi per l' occasione. Da quel momento si diffuse l' usanza di riproporre questa scena nelle chiese durante il Natale, con figure di terracotta, cera e legno, dando liberta' anche alla fantasia, perche' nemmeno il Vangelo riporta i particolari della scena della nativita'. Se all' inizio l' allestimento si faceva solo in chiesa, con il tempo si diffuse tra le famiglie, per prime quelle piu' ricche che potevano permetterselo. Un' usanza tipicamente italiana che si sviluppo' attraveso diverse culture, con variazioni sul paesaggio e sulle statuine. Napoli e' un esempio di questa tradizione, con uno dei piu' celebri, dove nacquero osterie, borghi e mestieri che nulla hanno a che fare con l' epoca della nascita di Gesu'. Per non parlare poi dell' usanza di creare la statuina del personaggio del momento, politico, sportivo, ecc...Tutte caratteristiche appartenenti alla nostra radice popolare. Le statuine si diffusero e diversificarono con vari mestieri come l' arrotino, il fornaio, il vinaio, la guardiana delle oche, il pescatore, gli animali e i soldati. Nelle tradizioni regionali esistono personaggi come Gelindo, il pastore piemontese o Benino, il pastore dormiente napoletano. In tutta la penisola ha poi preso piede anche il presepe vivente, che si anima nel periodo natalizio.

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10/01/2019
PINGUINI IN PERICOLO
Ho letto che durante le riprese naturalistiche in Alaska, una troupe di una tv inglese ha salvato dei pinguini caduti in un burrone. Non riuscivano a risalire e, se nessuno li avesse aiutati, sarebbero morti in breve tempo. Questo fatto ha sollevato un polverone fra gli addetti ai lavori perche', secondo alcuni, un documentarista che ha l' obbligo di mostrare la realta', non puo' agire per cambiarla. Tutto perche' e' intervenuto a salvare i pinguini da morte certa e non ha lasciato alla natura di fare il suo corso. Secondo me, anche per un professionista della telecamera arriva il momento in cui intervenire diventa una cosa giusta da fare. Non si puo' togliere dalle fauci di un leone una preda gia' catturata perche prede e predatori fanno parte del ciclo della vita, ma quando si e' di fronte ad animali in difficolta' per cause particolari, non intervenire mi sembra inumano. Anche il piu' delle volte non lo si fa. Raccontare la morte per stenti di molte specie rare e protette semplicemente per informare non mi trova d' accordo. La pieta' dovrebbe far parte di noi sia con gli umani che con gli animali e ogniqualvolta un nostro intervento puo' salvare una vita.

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12/01/2019
IL LAVORO NERO
E' un fenomeno gravissimo che alla fine danneggia tutti. Ci siamo abituati a sentirlo nominare. E' una selva popolata da figure fragili socialmente ed economicamente. Ci sono casi in cui, facendosi male, si mente pur rimanendo invalidi, coprendo con silenzi arroganti e rassegnati, i responsabili di tali incidenti. Certo, la questione del lavoro nero non e' sempre cosi' drammatica. E' un fatto pero' che comprende sopraffazione e lesione dei diritti fondamentali. Chi lavora in nero si piega al bisogno, senza assicurazione per gli infortuni o malattie professionali, senza protezione contro l' arbitrio di chi gli concede di lavorare. Potra' sembrargli un vantaggio non pagare tasse ma e' poca cosa di fronte ai pericoli che gliene derivano. Le imprese che si avvalgono del lavoro nero non pagano tasse e contributi, hanno costi minimi e competono slealmente con la concorrenza. Nonostante si sappia tutto cio', non conduciamo una lotta adeguata contro questa piaga, non a caso prevalente nelle regioni piu' controllate dalle mafie e meno sviluppate. Bisogna affrontare la criminalita' organizzata e rafforzare i servizi di controllo. La condizione di un lavoratore in nero e' piu' diffusa fra gli immigrati che, in talune situazioni, sono ridotti alla schiavirtu'. Qualcuno sostiene che il lavoro nero sia incoraggiato da un elevato costo dei rapporti regolari, ma se e' ero che la riduzione degli oneri fiscali e contributivi giova alle aziende e ai lavoratori, e' anche certo che la tutela dei diritti e' capace di costruire chiarezza, efficienza ed equita' che ha richiesto secoli per affermarsi. Dispiace che la politica odierna non si occupi di questa vicenda della sicurezza della vita delle persone, per privilegiare altre forme di insicurezza, non risolvendo ne' le une ne' le altre.

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12/01/2019
ERA DIGITALE
Le TV via web hanno cambiato il modo di guardare la TV, su appositi palinsesti e dispositivi costruiti su misura sui quali iniziare e proseguire la visione: smart-tv, tablet, PC, smartphone. La TV come l' ho conosciuta io non esiste piu'. Ormai e' un mezzo obsoleto. Ora si preferisce passare piu' tempo davanti a tutti gli schermi della nostra vita (quelli citati prima) e chi lo fa non sono solo i ragazzi ma anche gli adulti. Non siamo piu' noi che guardiamo ma e' lo schermo che guarda noi. A seconda della nostra eta' pero' dobbiamo porci dei limiti. Sebbene l' offerta sia ricca e le occasioni di conoscenza siano a portata di clic, come adulti dovremmo aiutare i giovani a vivere la realta' con piu' attenzione, favorendo i rapporti con persone vere ed esperienze reali. Il continuo uso dei social, il guardare una serie TV episodio dopo episodio fino alla fine, sono tentazioni reali. Quindi, se con i piu' piccoli siamo noi adulti a porre loro dei limiti, ci dobbiamo ricordare che il mondo reale e' sempre piu' interessante e affascinante, anche se meno pratico. C'e' tempo per tutto nella giornata, anche per una serie TV e non "solo"!

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12/01/2019
EMERGENZA DROGA
Franco Gabrielli, Capo della Polizia, ha chiesto aiuto alla societa' civile, spiegando che contro gli stupefacienti, la repressione non basta. Leggere i numeri di overdose, i suicidi e le processioni penose in parchi e scuole, abbinati a violenze bestiali, fuori e dentro la famiglia, deve obbligare chi ci governa a fare qualcosa, quello che spesso si propongono di fare ma che non viene mai messo in pratica. E' pur vero che le forze dell' ordine sono spesso lasciate sole e ogni volta tutto si riduce ad una retata. Leggiamo che le rotte balcaniche sono le piu' grandi vie mondiali del traffico di oppiacei, di droghe sintetiche e di farmaci dopanti. Tutto questo puo' solo spaventarci e ci fa capire quanto sia grande la sconfitta che subiamo contro questa piaga, confermando la nostra impotenza. Sperando che il Comitato per la Sicurezza del Governo trovi strumenti piu' efficaci per lottare, anche a livello internazionale, non possiamo lasciare solo alla repressione, all' aumento delle carceri come qualche personaggio politico sogna, il compito di intervenire. La politica, le famiglie, gli insegnanti, le parrocchie, le associazioni di volontariato e, nel nostro piccolo noi comuni cittadini, dovremmo coordinarci e passare dalla buona volonta' ai fatti, dando priorita' ad ogni situazione simile, ognuno nel proprio territorio. Confrontarsi con le organizzazioni e i centri sportivi, artistici e musicali e con coloro che questo genere di piaga la gestiscono per mestiere, talvolta senza il minimo aiuto economico, e' il primo passo da fare!

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15/01/2019
RIFIUTI IN MARE
Dopo aver visto le foto di quei capodogli in Spagna e in Indonesia, morti stecchiti e nel cui stomaco sono stati trovati oltre 30 kg di plastica, non riesco a dimenticarli. L' Indonesia e' il secondo Paese al mondo per produzione di rifiuti di plastica che poi finiscono in mare. Sembra che quel Governo ora abbia deciso di ridurre l' utilizzo della plastica incrementandone il riciclo. Tutto cio' ci insegna che questo mondo non e' grande come ce lo immaginiamo e siamo tutti collegati. Gli elementi come l' aria, l' acqua, il mare ci coinvolgono tutti allo stesso modo e purtroppo oggi ci stiamo rendendo conto di quanto la societa' dell' usa e getta si stia dimostrando letale per la nostra Terra. Quando venne inventata, la plastica venne definita dai nostri Nobel indispensabile per il Pianeta. Ora che abbiamo dimostrato di non saper gestire correttamente questo elemento, ci rendiamo conto di quanto quei Nobel si sbagliavano!

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17/01/2019
IL PONTE DI GENOVA
Questo Natale appena trascorso ho avuto il piacere di vedere alcuni presepi di Genova, dove al loro interno avevano la miniatura del Ponte Morandi crollato, il segno della ferita di Genova che sente su di se il dolore e la morte e ne assume il peso senza disperare. Dopo varie peripezie, il Governo ha trovato gli strumenti finanziari e organizzativi, nominando il sindaco della citta' come commissario alla ricostruzione, che subito si e' attivato per la scelta delle imprese per ricostruire il ponte con il progetto di Renzo Piano, un genovese cosi' legato alla sua citta' da lavorare a titolo gratuito a quest' opera imponente, per l' orgoglio dei genovesi, uno stimolo del quale avevano bisogno. Dicono che il progetto sia pulito, di celere esecuzione e fornito di manutenzione sicura, un aspetto non secondario visto cio' che e' accaduto al ponte Morandi. Le imprese che sono rimaste fuori dalla scelta, hanno annunciato di non voler fare ricorso contro la decisione del commissario, un gesto che si potrebbe chiamare patriottico, mosso dal desiderio di non ritardare oltre un' opera urgente. Genova e' viva e sembra che l' Italia non l' abbia ancora abbandonata ma noi tutti ci auguriamo che tutto vada nel verso piu' giusto possibile!

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18/01/2019
LO SCARTO CHE INQUINA
Ricordate quando le auto ci duravano 15 anni cosi' come la tv e la lavatrice? Quando si rompeva un oggetto elettronico, sapevamo dove portarlo. Oggi, in genere, riparare un telefono non conviene piu', meglio comprarlo nuovo, ammesso che si trovi un negozio che lo ripari. Questa e' la societa' dello scarto, dell' usa e getta, che sta contribuendo a distruggere il nostro Pianeta. Si dice che produciamo troppa spazzatura pro capite quindi siamo in pieno allarme, ma proprio gli scarti dei prodotti elettronici sono in aumento. Perche', visto che amiamo cosi' tanto la nostra Terra, non torniamo a prodotti destinati a durare nel tempo? L' epoca dell' usa e getta e' stata un fallimento, ma anche il tempo dell' apparenza si sta rivelando un altro fallimento, perche' non basteranno un bell' aspetto e uno smartphone di ultima generazione a salvarci la vita!

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20/01/2019
PERDERE IL FUTURO
Non avevo ancora scritto nulla sulla tragedia della discoteca Lanterna Azzurra, dove hanno perso la vita 5 minorenni e una mamma di 39 anni che accompagnava la figlia, per rispetto a questi ultimi. Per la cronaca, era una serata per giovanissimi dove pero' sono stati venduti piu' biglietti di quante persone il locale poteva contenere e, per colpa di un cantante che non si e' presentato e il gesto scriteriato di chi ha spruzzato uno spray al peperoncino, non si sa per quale motivo, e' accaduta la tragedia. Tutti quei ragazzi sono state pedine di un progetto di guadagno che spreme i desideri dei giovanissimi fino all' ultima goccia e non si pone alcuna remora morale o etica a generare guadagni illegali sulla loro pelle. Questi ragazzi sono diventati il parco giochi degli strateghi del marketing e delle multinazionali, che vedono in loro solo potenziali consumatori, soggetti i cui padri e madri riempiono le tasche di soldi da spendere non importa come. Da cio' ne deriva l' emergenza del gioco d' azzardo, della droga, della pornografia, della dipendenza da videogiochi tra minorenni ecc... Ma anche i genitori non devono esimersi dalle loro colpe. L' educazione dei propri figli non deve limitarsi al villaggio globale dove si paga un biglietto per una consumazione obbligatoria da fare, oggetti da acquistare, se vuoi metterti in coda 3 ore per fare un selfie con il tuo cantante preferito di cui devi possedere l' ultimo CD se non non ti si fila nessuno, ma deve includere azioni che proteggano se stessi e gli altri, invece che azioni trasgressive che sfidano le norme con conseguenze molto gravi. Non si puo' dire dopo: " Sarebbe bastato che...". Non c'e' piu' rispetto per nulla, nemmeno per chi dovrebbe essere protetto e aiutato a crescere. Se i genitori o gli adulti in genere non imparano a farsi carico di responsabilita' educative e formative e non solo economiche, i nostri ragazzi rischieranno sempre di perdere la vita, la speranza e il futuro.

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23/01/2019
SALVARE IL PIANETA

Se non si trova presto un accordo per mantenere l' aumento della temperatura globale sotto 1,5 C, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti. L' innalzamento delle temperature avrebbe conseguenze socio-ambientali gravissime, provocando vittime, distruzioni, nuove ondate migratorie e tutto cio' in un futuro molto vicino. Nonostante gli appelli della comunita' scientifica, c'e' chi nega il problema e chi rimane indifferente. E' il segno di una politica incapace che ha perso il senso della responsabilita'. Questa non e' la politica che si prende cura della nostra Terra ma cura gli interessi delle lobby, in un gioco infantile e miope. Dobbiamo ritrovare il vero senso della politica, quella capace di avere a cuore il bene di tutti e non di politici associati agli interessi delle parti. I cambiamenti climatici peggiorano piu' velocemente di cio' che noi stiamo facendo per contrastarli e malgrado cio', la volonta'di fare qualcosa sta scemando. L' ascesa dei nazionalismi ha portato in molti Paesi l' abbandono del tema sui cambiamenti climatici, Trump ha ritirato gli USA da tutti gli accordi sul clima e il Brasile sta per seguirlo a ruota. In Europa le politiche per la riduzione della CO2 trovano molte resistenze. Se la societa' civile non trova subito una forma di lotta per assicurare una transizione verso un futuro sostenibile, abbiamo un grosso problema che si aggrava di giorno in giorno. Ci vuole un dialogo fra le parti che unisca tutti e bisogna far presto perche' questa e' l' unica via percorribile!

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