Breve storia della Sardegna

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Sintesi de .:La storia di Sardegna:. di Francesco Cesare Casula

Introduzione

Tra i diversi, possibili modi di esprimere la storia patria, quella che interessa i popoli e li indirizza, vi e' quello che fa leva non piu' sulla regionalita' della Sardegna, che rende le nostre vicende passate del tutto locali e secondarie, ma sugli stati che nell' isola si formarono, dal Medioevo coi regni giudicali di Calari, Torres, Gallura e Arborea, fino all' eta' contemporanea col Regno di Sardegna, i quali hanno il diritto di entrare a pieno titolo nel panorama della storia generale insieme a tutti gli altri Stati del mondo...tanto piu' che l' attuale Stato Italiano - secondo il Diritto Costituzionale - non e' altro che il Regno di Sardegna ampliato ai suoi confini.

La preistoria sarda

La Sardegna e' una delle terre piu' antiche d' Europa, frequentata fin dal Paleolitico ma abitata stabilmente dall' uomo molto tardi, nel Neolitico, verso il 6.000 a.C. I primi uomini che si stanziarono in Gallura e nella Sardegna settentrionale provenivano dalla penisola italiana e in particolare, dall' Etruria. Quelli che popolarono la zona centrale, provenivano - pare - dalla penisola iberica, attraverso le Baleari. Quelli che diedero vita agli insediamenti nel golfo di Cagliari erano verosimilmente africani. Piu' tardi giunsero gruppi dall' Anatolia e dall' Egeo. Percio' si puo' dire che in Sardegna non si ebbe mai un unico popolo ma tanti popoli. Col tempo i popoli sardi si uniformarono culturalmente per lingua e costumi ma restarono divisi politicamente in tanti staterelli tribali, talvolta confederati, talvolta in guerra fra loro. Le tribu' vivevano in villaggi fatti di capanne circolari di pietra col tetto di paglia, simili alle attuali pinnette dei pastori. A cominciare da circa il 1.500 a.C. i villaggi vennero costruiti ai piedi di una poderosa fortezza a forma tronco-conica chiamata nuraghe. I confini dei territori tribali erano protetti da piccoli nuraghi d' avvistamento del nemico collocati in punti strategici alti. Oggi si contano in Sardegna circa 7.000 nuraghi. Intorno al 1.000 a.C. presero a frequentare le coste sarde i Fenici che, dal Libano si recavano a commerciare fino in Britannia e avevano necessita' di un approdo per la notte o il maltempo. Gli approdi piu' frequentati furono: Caralis, Nora, Bithia, Sulci, Tharros, Bosa, Torres e Olbia che divennero ben presto importanti centri abitati da famiglie fenicie che commerciavano con i Sardi nuragici dell' interno. Nel 509 a.C., data l' arroganza dei Fenici, i Sardi indigeni attaccarono le citta' costiere degli stranieri che per difendersi chiesero aiuto a Cartagine. I Cartaginesi o Punici, in varie campagne militari, vinsero i sardi e conquistarono tutta l' isola, tranne la parte montuosa, poi chiamata Barbagia. Per 271 anni, la civilta' cartaginese si confronto' con quella nuragica e indigena. Nel 238 a.C. i Cartaginesi, sconfitti dai Romani, cedettero la Sardegna che divenne una provincia di Roma. I Romani ampliarono ed abbellirono le citta' costiere e penetrarono militarmente anche nella Barbagia, facendo terminare la civilta' nuragica. La dominazione romana in Sardegna duro' 694 anni e fu speso combattuta dai Sardi delle montagne che tuttavia adottarono la lingua e la civilta' latine. Nel 456 d.C., quando ormai l'Impero Romano era in decadenza, i Vandali d'Africa, al ritorno da una scorreria nel Lazio, occuparono Caralis e le altre citta' costiere della Sardegna. Nel 534 i Vandali furono sconfitti a Tricamari, vicino a Cartagine, dalle truppe di Giustiniano e la Sardegna divenne bizantina. L'isola fu divisa in distretti(mereie) e governati da un judx che stava a Caralis (Cagliari) e presidiati da un esercito che stava a Forum Traiani (Fordongianus) al comando di un dux. Con i Bizantini e il monacheismo orientale si diffuse nell'isola il Cristianesimo, tranne che nelle Barbagie dove alla fine del 500 si era ricreato un efimero stato indipendente, con tradizioni religiose e laiche sardo-pagane. Dal 640 al 712 gli Arabi occuparono il Nord Africa,la Spagna e parte della Francia. Nell'827 cominciarono l'occupazione della Sicilia. La Sardegna rimase isolata e dovette difendersi. Cosi' lo judex Provinciae divenne un capo supremo unico con poteri civili e militari. A causa delle continue scorrerie dei Berberi nel 703, i paesi della costa furono abbandonati dagli abitanti. Lo judex Provinciae demando' i poteri a 4 dei suoi luogotenenti delle mereie di Calari, Torres, Gallura e Arborea che nel 900 divennero indipendenti del proprio Logu o Stato.

L'evo medio sardo

Ognuno di questi stati Sardi chiamati 'giudicati', era un regno sovrano, non patrimoniale ma superindividuale perche' non era di proprieta' del monarca, e democratico perche' tutte le piu' importanti decisioni non spettavano al re ( o giudice ) ma ai rappresentanti del popolo riuniti in parlamento detto Corona de Logu. Ciascun regno aveva proprie frontiere a guardia dei propri interessi politici e commerciali, proprio parlamento e proprie leggi ( Cartas de Logu ), proprie lingue nazionali, proprie cancellerie, emblemi e simboli ec.... Il Regno o 'giudicato' di Calari fu politicamente filogenovese. termino' nel 1258, quando la sua capitale, S.Igia, fu distrutta da una coalizione di forze sardo-pisane. Il territorio divenne allora una colonia della Repubblica comunale di Pisa. Il 'giudicato di Torres fu prevalentemente filopisano e termino' nel 1272, alla morte del re Enzo. Il territorio fu diviso fra la famiglia ligure dei Doria e quella dei sardi Bas-Serra di Arborea, mentre la citta' di Sassari col suo territorio si costitui' in Stato repubblicano di tipo comunale. Il 'giudicato' di Gallura termino' nel 1288, quando l'ultimo re Nino Visconti, amico di Dante, fu cacciato dai pisani che occuparono il territorio. Il 'giudicato di Arborea fu quasi sempre sotto l'influenza della Repubblica di Pisa. Duro' 520 anni, con capitale Oristano. Nel 1297, il Papa Bonifacio VIII, per risolvere la Guerra del Vespro, scoppiata nel 1282 fra Angioini e Aragonesi per il possesso della Sicilia, istitui' un regno virtuale di Corsica e Sardegna e lo infeudo' al catalano Giacomo il Giusto, re della corona d'Aragona, promettendo il suo appoggio se avesse voluto conquistare la Sardegna pisana in cambio della Sicilia. Nel 1323, Giacomo II d'Aragona si alleo' con il re d'Arborea e il 19 giugno 1324 conquisto' i territori pisani di Cagliari e di Gallura e la citta' di Sassari, costituendo con essi uno stato sovrano ma imperfetto con titolo e nome di Regno di Sardegna e Corsica. Il Regno fu subito aggregato alla corona d'Aragona ed amministrato da un vicere'. Le citta' come Cagliari, Iglesia e Sassari pagavano le tasse al sovrano quindi erano dette 'reali'mentre i villaggi erano tutti infeudati e pagavano le tasse ai baroni. Nel 1353, per ragioni sociali, scoppio' la guerra fra il Regno d'Arborea e quello di Sardegna e Corsica. Nel 1354 gli Aragonesi presero Alghero e la fecero diventare una citta' totalmente catalana, che ancora oggi conserva le proprie origini iberiche. Dal 1365 al 1409 i re d'Arborea riuscirono ad occupare tutta la Sardegna tranne Castel di Cagliari (attuale Cagliari) e Alghero. Nel 1409, Martino il Giovane, re di Sicilia, sconfisse i Sardi giudicali e conquisto' definitivamente tutta la Sardegna. Dopo la sua morte, senza prole legittima, nel 1479, in seguito all'unione di Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia (detti i re cattolici), nacque la Corona di Spagna. Il Regno di Sardegna fu separato dalla Corsica (perche' quell'isola non fu mai conquistata) e divento' politicamente spagnolo, col simbolo statuale dei Quattro Mori. Dopo il fallimento delle guerre in Africa, Carlo V, re di Spagna, per difendere i suoi territori mediterranei dai berberi, muni' le coste sarde di una serie di torri di avvistamento. Il Regno di Sardegna resto' iberico per 400 anni, fino al 1720, assorbendo espressioni linguistiche e modi di vita spagnoli, oggi rappresentati nelle sfilate folkloristiche di S.Efisio a Cagliari, della Cavalcata Sarda a Sassari e del Redentore a Nuoro. Nel 1708, a causa della guerra di Successione spagnola fra Filippo di Borbone e Carlo d'Asburgo, il governo del Regno di Sardegna passo' di fatto nelle mani degli Ispano-Austriaci sbarcati nell'isola. Nel 1717 il cardinale Alberoni, ministro di Filippo V di Spagna, rioccupo' la Sardegna. Nel 1718, col Trattato di Londra, il Regno di Sardegna venne ceduto ai Duchi di Savoia, principi di Piemonte, che lo aggregarono ai propri Stati di terraferma. Il Regno si italianizzo'. Nel 1799, a causa delle guerre di Napoleone in Italia, i Savoia si rifugiarono per 15 anni a Cagliari, capitale del Regno. Nel 1847 i Sardi si fusero col Piemonte per avere un unico parlamento, magistratura e governo a Torino. Il Regno di Sardegna unitario divenne perfetto con la facolta' di stipulare trattati internazionali. Nel 1848 iniziarono le guerre d'indipendenza per l'unita' politica della penisola italiana e condotte dal Re di Sardegna per 13 anni. Il 17 marzo 1861, il Regno di Sardegna cambio' nome in Regno d'Italia.

L'evo contemporaneo sardo

Nel 1946 con referendum popolare lo Stato Italiano si costitui' in Repubblica. La Sardegna, che dal 1948 si amministra con uno Statuto Speciale, ha oggi 1.628.690 abitanti. Fino a quando non furono create le nuove province, quelle di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro erano pressapoco i territori dei quattro antichi e gloriosi stati giudicali.

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