Storia della Lingua Sarda

Il sardo e' una lingua neolatina. Fa parte cioe' di quel gruppo di lingue, tra cui il francese, l' italiano, lo spagnolo, il portoghese, il catalano, il rumeno e molte altre, che derivano dal latino, diffusosi nell' isola al tempo della conquista romana, a partire dal III sec. a. C.. Dopo i Romani, la Sardegna cadde sotto il dominio dei Vandali e poi dei bizantini, ma ormai il latino si era diffuso in tutta l' isola, anche se non era piu' il latino classico, ma la parlata volgare, ossia del popolo, quindi piu' semplice e di immediata comprensione da parte dei diversi strati sociali.

I popoli giunti in Sardegna in seguito ai Romani portano ovviamente le loro lingue ufficiali, che finiscono per modificare anche la lingua parlata in Sardegna, evidenziando anche differenze tra la lingua del Nord e quella del Sud dell' isola. Le classi dominanti abbracciano di volta in volta la lingua dominante di turno (per esempio, nel Medioevo, il catalano e il castigliano, a seguito della dominazione spagnola a partire dal 1300 circa), mentre il popolo resta attaccato alla "sua" lingua, il sardo derivato dal latino e da altre lingue, facendola sopravvivere fino ai giorni nostri.

Negli anni Settanta del secolo scorso, evidenziatosi il rischio dell' abbandono della lingua sarda e quindi della sua estinzione, nascono movimenti e iniziative per la sua difesa. In Sardegna, oltre al sardo propriamente detto, sono presenti anche altre varieta' come il catalano di Alghero, il gallurese, il sassarese (queste ultime due considerate varieta' ponte con il Corso) e il tabarchino, dialetto di origine genovese parlato a Carloforte e li' portato da coloni liguri provenienti dall' isola di Tabarca (Tunisia).

Ma nell' isola ogni paese parla la sua variante locale, per cui anche tra centri vicini si riscontrano differenze. Da tempo politici e studiosi cercano l' accordo per stabilire la forma scritta ufficiale per il sardo. Recente la proposta, da parte della Regione, di una Limba Sarda Comune, redatta da una commissione di esperti.

Per cio' che riguarda la letteratura in lingua sarda, questa non comprende soltanto le opere comunemente intese come letterarie (poesie, romanzi…) ma anche le opere meno tradizionali come atti giuridici, costituzioni politiche, opere didascaliche o divulgative, per le quali veniva usata la lingua sarda perche' anche il popolo potesse intenderle (molti non conoscevano l' italiano, fino a qualche decennio fa).

Oggi il panorama letterario in lingua sarda e' ricchissimo, in autori e generi. Molte anche le iniziative, piu' o meno ufficiali, con cui i vari Enti e associazioni, i Comuni e le Scuole, promuovono la lingua sarda tra i bambini e i giovani, per l' inestimabilita' del patrimonio culturale da essa rappresentato. I bambini sono, infatti, il mezzo fondamentale perche' una lingua non venga dimenticata. Se una lingua viene parlata dai bambini e dai ragazzi e' un tesoro che sopravvive.

Collaborazione della Prof.ssa M.C.Masia


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