Foto di Padria

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Storia della Sardegna

Un po' di storia della nostra bellissima isola, condensata in poche righe, visto lo spazio a disposizione sulla pagina...

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Un po' di storia su Padria

Situata nell'area centro occidentale della Sardegna, nella regione del Logudoro Meilogu, a nord-ovest della Media Valle del Temo, a circa 60 km da Sassari, sorge l'antica Gurulis Vetus, di eta' romana, oggi denominata Padria. Il paese, cinto da tre colli che ne costituiscono l'elemento fortemente caratterizzante, conserva un impianto urbano armonico quasi incontaminato da interventi impropri, in cui e' ancora ben leggibile l'assetto urbano originario. Il paese e' adagiato, a 311 metri d'altitudine, su una vallata ai piedi di 3 colli che ne costituiscono una caratteristica cornice: S.Giuseppe, S.Pietro e S.Paolo.
La collocazione geografica del paese e' particolarmente felice:
dista solo 30 Km dalla costa occidentale dell'isola ed e' facilmente raggiungibile dalla S.S. 131.
La conformazione del territorio e le caratteristiche ambientali lo rendono suggestivo e degno di essere visitato
L'abitato conserva, nella sua parte storica, nelle Chiese e nel suo Museo Civico Archeologico, i segni di un passato prestigioso che ha lasciato tracce idelebili. Nel centro storico, edifici dall'architettura semplice sono spesso arricchiti da architravi decorati e da particolari soluzioni costruttive.
Su vie larghe e spaziose, spesso convergenti in piazze, si affacciano diversi palazzi ottocenteschi.

Eta' Prenuragica

Gli studiosi hanno scoperto che le tracce piu' antiche degli insediamenti umani nel territorio comunale di Padria risalgono al neolitico recente, a cui va datata la costruzione delle Domus De Janas, spesso riunite in piccole necropoli.
Alcuni scavi hanno portato alla luce dei materiali ceramici databili ancora al neolitico, ora appartenenti alla Collezione Comunale ed esposti al Museo Civico Archeologico di Padria.
Sul colle di S.Giuseppe, alla periferia del paese, e' stato rinvenuto un ampio villaggio di eta' prenuragica, che si puo' collocare tra il 2.500 a.C. e il 2.200 a.C.

Eta' Nuragica

Si ha certezza che il territorio di Padria ragggiunse il numero massimo di abitanti rispetto alle epoche precedenti. A questo periodo storico si fanno risalire i nuraghi che, come in tutta l'isola sono i monumenti piu' diffusi, in confronto alle sepolture megalitiche dette "tombe dei giganti", anch'esse di quest'epoca.
Nel territorio comunale di Padria si trova Peddalzos, unico esemplare nuragico, che per altro versa iu un pessimo stato di conservazione.

Eta' Fenicio - Punica

In Sardegna, tra il 1.000 a.C. e il 238 a. C., durante il periodo di decadimento della civilta' nuragica, si coloca l'eta' del dominio fenicio-punico.
Pur non esendo in possesso di dati archeologici rilevanti, in questo periodo storico, il territorio di Padria fu senz'altro frequentato ed abitato. Per la vicinanza della costa e per la presenza di miniere, si puo' ipotizzare che i navigatori fenici si siano insediati a partire dall'epoca dei primi scali costieri. L'esame della tecnica costruttiva della muraglia e i resti del Palazzo baronale Palattu, attribuisce l'opera alla civilta' punica. Alla stessa vengono fatti risalire anche i tanti reperti trovati durante gli scavi del colle di S.Giuseppe, come pure le numerose monete ritrovate nell'abitato e nelle aree circostanti i colli.

Eta' Romana

Nel territorio e nel centro abitato di Padria si trovano numerose tracce architettoniche risalenti al periodo romano.
Il centro storico infatti, sorge sopra le rovine della citta' romana di Gurulis Vetus, come narrato dalla leggenda sul nome di Padria. Un'imponente cisterna che probabilmente serviva per l'approvvigionamento idrico del centro romano e' conservata sul colle di S.Pietro.
Da segnalare anche la presenza di tre ponti romani e alcuni insediamenti con delle vasche utilizzate probabilmente per la lavorazione del vino e dell'olio.

Eta' Medievale

Gli studi di alcuni documenti ottocenteschi dimostrano che l'abitato di Gurulis Vetus fu abbandonato alla fine dell'eta' imperiale fino ad una fase avanzata del Medioevo. A conclusioni diverse invece si arriva dall'esame degli scavi all'interno della Chiesa Parrocchiale di S.Giulia e nella piazza di fronte. Gli scavi hanno infatti portato alla luce sepolture bizantine e tre edifici sacri di eta' paleocristiana, alto medievale e romanica; la loro presenza dimostra che il centro romano di Gurulis Vetus fu attivo anche nelle epoche sucessive.
Nel basso Medioevo vennero edificate le chiese dell'abitato, quelle del territorio circostante ed il Palazzo baronale di Palattu, appartenente al Barone di Bonvehi'.

Nuraghe Longu

I nuraghi sono i monumenti della preistoria sarda piu' diffusi in assoluto. Nel territorio di Padria ne sono stati censiti circa 40, dei quali, Nuraghe Longu risulta il meglio conservato.

Situato a circa 2 Km dall'abitato, e' costituito da blochi basaltici di media pezzatura, ben lavorati. Si accede per un corridoio di 4 metri ad una camera circolare alta 7 metri dove si trova una scala di 22 gradini, ingombra del crollo della copertura.

All'esterno del nuraghe vennero costruite due torri, oggi distrutte e in parte interrate, collegate ad un muro di rinforzo, confermando l'ipotesi della struttura monotorre originaria, fatta in modo da poter adempiere ad un preciso compito militare per un'efficace strategia difensiva della zona.

Museo Archeologico

Per consentire il recupero dei reperti antichi, salvaguardare e valorizzare le risorse culturali ed archeologiche di cui il centro e' prospero, e' stato realizzato un Museo Archeologico che dal 1989 occupa i locali di quello che un tempo e' stato il Monte Granitico.
Si presenta di modeste dimensioni ma la ricchezza dei suoi contenuti lo rende tappa obbligata durante la visita del territorio.

Particolarmente riuscita e' stata l'organizzazione tematica, che nel modo piu' efficiente riassume secoli di storia: dai piu' antichi insediamenti prenuragici alla fiorente civilta' nuragica; dalle testimonianze di epoca punica e romana sino a giungere alla storia recente della fiorente Gurulis Vetus.

Archittetura

Il centro storico

La parte storica del paese si colloca sulle rovine dell'antico centro romano di Gurulis Vetus. Sulle vie si possono notare diversi palazzi edificati nell'800 da famiglie borghesi e nobili locali. Nelle immediate vicinanze si trovano case di stile molto piu' semplice, ricoperte da intonaco non raffinato, ad un solo piano e spesso con una sola porta e finestra.

Le Chiese

Santa Maria degli Angeli

A sud del paese sorge la chiesa di Santa Maria degli Angeli, edificata sulla parte laterale del Convento dei Padri Osservanti e da questi sacrificata sino alla soppressione della stessa.
La sua costruzione dovrebbe essere contemporanea all'abbazia, che risulta fondata nel 1610, per interessamento del feudatario, baronessa De Ferraria e grazie alla collaborazione economica della comunita'.
L'altare maggiore e' stato ricostruito nel 1814, dove fu deposta la statua di Santa Maria degli Angeli. E' nota in paese come Chiesa di S.Antonio, perche' oltre un secolo fa nel monastero congiunto vi erano i frati appartenenti all'Ordine dei Padri Minori Osservanti devoti a S.Antonio da Padova.

Santa Giulia

Esempio importante di architettura gotico-aragonese della Sardegna, fu consacrata e aperta al culto nel 1520, dopo qualche decennio di costruzione.
Sulla facciata vi sono gli scudi araldici con le insegne dei De Ferraria (baroni di Bonvehi) e del Vescovo di Bosa Pietro de Sena
La chiesa attuale e' stata edificata sullo stesso punto dove sorgeva un'altra chiesa medioevale, sulla cui facciata era segnata la data del 1170.
Sullo stesso terreno esistevano i resti di un'altra chiesa paleocristiana edificata nel 338 d.C., devastata durante la dominazione vandalica.
Nell'Archivio della Diocesi di Bosa si conservano antichi documenti concernenti la chiesa di S.Giulia, che risale al 1341.

Santa Croce

Posta alle falde del colle di San Paolo, nella piazzetta omonima, sulla sua facciata, un'incisione attesta che fu edificata nel 1544 e dedicata a S.Michele Arcangelo per opera della Confraternita di Santa Croce.
La realizzazione avvenne probabilmente in due fasi: prima venne costruita la navata principale e poi l'ambiente che ospita il presbiterio e l'altare.

Chiese minori

San Giuseppe

La piccola chiesa di San Giuseppe, sconsacrata oltre 50 anni fa, presenta una facciata semplice con una piccola croce in calcare, in alto al centro. Situata tra Via Sassari e Via E.D'Arborea, nel piccolo spiazzo antistante, e' stata per molto tempo semidiroccata poiche' il soffitto a doppio spiovente in legno aveva ceduto, danneggiando anche l' interno dove si trova un altare ligneo con tabernacolo, anch' esso esposto lungamente alle intemperie. E' stata completamente restaurata e riconsacrata nel 2007.

San Giorgio

La Chiesa di San Giorgio de Thori fu costruita con blocchi di calcare e tufo. Il tetto della sagrestia, collegato alla chiesa oramai sconsacrata, e' crollato. La chiesa, di proprieta' privata, si trova purtroppo in pessimo stato di conservazione perche' lasciata in totale abbandono.

San Sebastiano

La Chiesa campestre di San Sebastiano e' stata sconsacrata molto tempo fa per volere del Vescovo di Bosa, perche' era spesso utilizzata come rifugio per i delinquenti.