Mercoledi' 6 Novembre

NASCITA DELLA SEZIONE DEL PCI


Una stanza a piano terra di una delle casa che prima era occupata dai militari, era stata presa in affitto dai neo comunisti del paese dove hanno aperto la sede politica del partito comunista italiano, ( P.C.I.). Tra i promotori e componenti della segreteria politica militavano una decina di persone e tanti altri attivisti e simpatizzanti iscritti al partito che di frequente venivano convocati per qualche timida assemblea. Il gruppo diventava sempre piu' numeroso a seguito di una costante propaganda, e anche perche' usavano un motto molto populista e caro alla gente povera e bisognosa, infatti, oltre a svolgere attivita' politica, chiedevano l' esproprio delle terre per assegnarle ai contadini che non avendo terreno a disposizione per coltivare il grano da produrre per i bisogni familiari indispensabile per la sopravvivenza. Nella facciata della casa avevano scritto a stampatello e a caratteri molto grandi: "LA TERRA A CHI LA LAVORA". Nella camera adibita a sezione e segreteria del partito era stata pitturata a colori forti, rosso in particolare, una bandiera grande quanto tutta la parete del muro, con il simbolo della falce e martello e a fianco la scritta :"Ischidadi pantalone sinono crasa sese ischiavu" (Svegliati ciccio se no domani diventi schiavo).
Quando si riunivano, quasi tutte le settimane, cantavano l' inno della canzone "Bandiera rossa che trionfera', evviva il comunismo e la liberta'...
L' attività politica era organizzata dalla federazione di Sassari e ogni tanto veniva un dirigente del partito, tra questi, Luigi Polano. Tra i militanti del partito si e' distinto, per attivita' costante, un giovane coraggioso e convinto della politica del partito, guadagnandosi il nomignolo di "giovane Polano". In quel periodo sono stati espropriati molti terreni incolti e poi divisi in lotti ed assegnati a chi ne avesse fatto richiesta, terreni che erano quasi tutti da disboscare e dissodare.

Peppino Mele