Sabato 15 Febbraio

LE AVVENTURE DI UN AMICO


Un giovane amico, di qualche anno piu'' grande di me, era appassionato di armi e di esperimenti bellici, comprese le pistole gia' descritte. Egli lavorava in campagna dove svolgeva diverse attivita': coltivava una vigna piuttosto estesa dove c' erano quattro piante di cipresso molto alte e, a monte di queste, a circa quindici metri di distanza, una capanna di frasche, sa pinnetta, dove dormiva soprattutto nel periodo della vendemmia, perche' i malintenzionati andavano anche di notte a vendemmiare nella vigna d' altri.
Il giovanotto era un bravo cacciatore e possedeva un vecchio fucile ad avancarica che penso' di collaudare a modo suo. Esaminata l' arma e procuratosi la bacchetta per la carica della polvere da sparo, dopo aver riempito e pressato la polvere, sa bruvera, nella canna del fucile, penso' bene di legare l' arma ad uno dei cipressi, per tenerlo fermo e lontano da se', puntando l' arma contro il boschetto di una collina di fronte, distante in linea d' aria circa cinquecento metri.
Intelligentemente e per fortuna con cautela, lego' uno spago al grilletto facendolo arrivare fino dentro la capanna e si preparo' a godersi lo spettacolo meticolosamente progettato. Percio' si accovaccio' dietro il muretto a secco, alto circa un metro, dentro la capanna circolare, creo' una finestrella attraverso le frasche per vedere bene il fucile e, tenendo lo spago con una mano e quindi tirandolo, fece partire lo sparo.
Il risultato ottenuto fu straordinario, anche perche' i colori del tramonto rendevano ancora piu' spettacolare il bagliore della fiammata di quel fucile di cui ancora oggi non si trovano tracce, ma il cipresso dimezzato di netto resta ancora a testimonianza dell' evento.

Peppino Mele