Lunedi' 03 Febbraio

L' EMIGRAZIONE


In quel periodo molti giovani e tanti padri di famiglia partirono per cercare lavoro all' estero, in Germania, Svizzera, Francia, Belgio e Olanda, alcuni con un regolare contratto di lavoro e altri per cercare lavoro anche come clandestini. L' ambizione di tutti era avere un posto di lavoro sicuro per poter mantenere la propria famiglia decorosamente, sperando sempre in un colpo di fortuna, che migliorasse il loro tenore di vita. Molte persone, pero', non riuscirono a sopportare la dura vita da emigrante, rientrando in Sardegna gia' alla prima scadenza del contratto di lavoro, perche' non erano riusciti a integrarsi; altri ancora dopo qualche anno. Quelli che, con tenacia, hanno resistito si sono poi integrati nelle realta' locali, mettendo su famiglia e trasferendo definitivamente la loro residenza. La nostalgia per il paese natio, l' amore per la famiglia e l' attaccamento alla Sardegna, per alcuni, invece, ha preso il sopravvento. Uno di questi emigrati del periodo, mio amico da sempre, quando non ha resistito piu' alla lontananza e al distacco dalla moglie e dai figli, tutti in tenera eta', dopo la prima scadenza del contratto di lavoro, e' rientrato in paese. Cosi' capito' per caso che, mentre passavo nell' emiciclo Garibaldi di Sassari, trovai l' amico che stava aspettando l' autobus per raggiungere il paese di residenza. Avendo gia' sbrigato tutte le mie commissioni e quindi pronto per fare il viaggio di rientro, gli offrii un passaggio con la mia macchina, una vecchia Fiat 500 cc belvedere, con gli sportelli in legno. Il viaggio per arrivare in paese durava piu' di un’ora, perche' si attraversavano tutti i paesi del tragitto e la strada era lunga e tortuosa. Dopo le prime domande di circostanza, comincio' a raccontarmi la sua avventura, a piccole dosi, quasi vergognandosi della vita da emigrato che aveva dovuto affrontare e sopportare, a tratti con le lacrime agli occhi, ma non certo per renderla credibile e drammatica, quanto perche' le lacrime colavano spontaneamente; la sua emozionante descrizione 0confermo' la veridicità di racconti simili di altri emigrati, che mi commossero tanto da indurmi a descrivere in versi rimati in un libro in lingua sarda l' esperienza dell' emigrato.

Peppino Mele