Martedi' 28 Gennaio

L' EMIGRATO IN ARGENTINA


Un giovane lavoratore decise di partire in America per cercare lavoro e trovare fortuna, come tanti altri giovani della Sardegna. Dopo diversi anni trascorsi in Argentina senza mai dare notizie di se' ai familiari, un suo amico e compaesano gli propose di tornare in paese per visitare i propri cari e trascorrere almeno un paio di mesi assieme a loro, ma il tizio, evidentemente, non era in condizioni economiche brillanti e non poteva quindi affrontare la spesa, per cui chiese all' amico di tenerlo informato sulla data di partenza perche' pensava di mandare ai suoi familiari almeno un piccolo regalo. Arrivata la data di partenza dell' amico che lo aveva contattato, gli disse che era nelle sue intenzioni mandare al padre una coppia di pappagalli, ma non aveva avuto il tempo e nemmeno la disponibilita' per farlo e quindi non mando' niente. Il padre del tizio, appena seppe che l' ospite era arrivato in paese, ando' subito a salutarlo e chiedere notizie del figlio, ma con grande sorpresa fu informato delle sue buone intenzioni, e ringraziando "l’americano" per le notizie che gli aveva fornito, lo prego' di fargli sapere quando sarebbe ripartito, per mandare al figlio almeno una lettera. Arrivato il giorno della partenza gli consegno' una busta con dentro una poesia che poi divenne di dominio pubblico. Cosi' recitava una delle ottave:
Pro ricumpensa de sos papagallos
ti mando custa triste poesia,
si m' agato a can' enis a Padria,
non t' apo atoppare a piatta e ballos,
non mat a fagher sas manos a gallos
istringhindedi forte da s' allegria, pro parte mia,
ch' enzas o no ch' enzas
est chi mai de babbu nde tenzas.

Peppino Mele