Venerdi' 18 Settembre

L' AMICO FRATERNO


Il cacciatore sfortunato
Un mio amico fin da ragazzo aveva sempre sognato di prendere il porto d' armi e di comprarsi un bel fucile automatico; era molto appassionato delle armi e, appena raggiunse la maggiore eta', esaudi' il suo sogno. Dopo il tirocinio obbligatorio all' uso delle armi e dopo l' esame di promozione, con l' attestato rilasciato dal poligono provinciale, poteva finalmente andare a caccia, poiche' aveva sempre seguito le battute di caccia grossa che una compagnia di cacciatori del suo paese faceva tutte le domeniche consentite dal calendario venatorio. Egli era sempre pronto a fare la sua parte in qualita' di battitore, ormai conosceva bene la campagna e tutti i sentieri che i cinghiali solitamente percorrevano. Percio', quando il capocaccia decideva di affidargli una postazione sicura per abbattere il cinghiale, era l' uomo più felice del mondo. Una volta il cinghiale passo' veramente e lui, con una fucilata a palla singola, lo abbatte' ricevendo poi i complimenti di tutti i componenti della compagnia ma, per tradizione, era obbligato a pagare da bere a tutti nel bar del paese alla fine della giornata di caccia. Al rientro in paese con le prede abbattute si procedeva alla macellazione e alla divisione in parti uguali della carne tra tutti i partecipanti, mentre la pelle veniva data al cacciatore protagonista che normalmente la faceva conciare per poi tenerla in casa come trofeo.
Il giovane cacciatore non perdeva mai una giornata di caccia anche per la selvaggina nobile stanziale e faceva compagnia fissa con un suo caro amico. Considerava la caccia alla pernice una specialita' assoluta, la piu' nobile tra tutte, anche se non disdegnava quella alla lepre e al coniglio. Una mattina, prima ancora che albeggiasse, si reco' in campagna con l' amico e due cani da ferma molto bravi; i due amici si fermavano per ascoltare le pernici che cantavano e scoprire cosi' il sito esatto dove si trovava la loro volata. Appena arrivata l' alba e il chiarore consentiva di poter sparare, diedero inizio alla battuta e, in seguito alle prime fucilate e agli abbattimenti, le pernici volarono in diverse direzioni. Il nostro giovanotto si diresse verso un grosso cespuglio col suo cane che fiutava, mentre l’amico si trovava dalla parte opposta, coperta dal cespuglio stesso. Egli non poteva vedere l' amico che si trovava oltre e in quel momento si alzo' in volo una pernice. Fu un momento di distrazione e di fatalita', entrambi spararono, abbattendo la pernice ma ferendo fatalmente al viso il giovane. Il soccorso da parte dell' amico fu immediato e cosi pure la corsa verso l' ospedale per il ricovero. Dopo la visita dei medici gli fu diagnosticata una lesione importante a un occhio e fu affidato alle cure di un medico specializzato nel settore. Dopo alcuni giorni di degenza e di visite da parte del professore la situazione sembrava che stesse peggiorando e poiche' il giovanotto si lamentava molto per il dolore e per il fastidio che provava, il professore azzardo' un eventuale intervento chirurgico se la situazione fosse precipitata. Al giovane sembro' un atteggiamento poco professionale da parte del medico, come se il lavoro che svolgeva non fosse una missione, così come da sempre l' arte medica e' descritta e anche un atto di umanita', ma solo di un impegno per guadagnarsi lo stipendio. Percio' il dottore, raccomandando al paziente le precauzioni del caso, gli consegno' la lettera di dimissioni.
Il tormento continuo del giovane era che la situazione potesse precipitare da un momento all' altro e per sentirsi piu' tranquillo ando' a pagamento presso altri ospedali e da altri specialisti, i quali gli confermarono che non era assolutamente necessario l' intervento chirurgico. Al giovanotto, ormai tranquillo ma sempre dispiaciuto per il comportamento poco riguardoso del primo specialista nei suoi confronti, durante il ricovero rimase lo sdegno per chi lavora senza spirito di sacrificio e di dedizione alla professione e soprattutto senza umanita' verso i pazienti. Nel rispetto di tutta la benemerita categoria, ha sempre espresso l' augurio che a nessun altro possano capitare incidenti del genere e incontri cosi' negativi nella vita.

Peppino Mele