Martedi' 8 Settembre

IL PROFESSORE


Le coincidenze negative della vita molte volte ci portano a pensare e a rievocare momenti di dolore e a pensare a persone che, prima ancora di abbracciare una professione per lo stipendio, avrebbero dovuto imparare ad essere umili e rispettosi del dolore altrui, impegnandosi umanamente ad alleviare le pene e le sofferenze altrui perche' non bisogna mai dimenticare che nella vita potremmo trovare sempre qualcosa, prima o poi, che ci causa grandi sofferenze. A distanza di anni da quell' episodio apparve un articolo su un giornale, che mi colpì e mi addoloro'. L’articolo trattava di un incidente di caccia. Durante una normale battuta in compagnia di un amico, anche lui cacciatore, il professore che aveva avuto in cura il mio amico era stato colpito accidentalmente da una fucilata a pallini, esplosa dal compagno di caccia mentre cercava di abbattere una pernice in volo, colpendolo al viso e danneggiandogli la vista. Dopo tutto quello che avevo sentito raccontare dal mio amico e che aveva dovuto sopportare, e' stato per me un momento di grande dispiacere, come per qualsiasi incidente che puo' capitare a qualunque altra persona. Dopo questo triste avvenimento mi torno' alla memoria la presenza del destino che incombe su ogni essere umano, compreso quello del professore. Per ricordare che l' imprevisto e' sempre in agguato e che a chiunque possono capitare incidenti, bisogna prima di tutto essere sempre umili e comprensivi. Ecco due ottave della poesia dedicata al destino:

SU DESTINU
No ha culpa niunu in custa vida
s' in disgrazia ruet su terrenu,
siad-issu minore o mannu meda
si si crede chi bi este su destinu,
ca tando s' azione est dispensada
e valore pius no ada cruentinu.
Pius prestu non podes zudigare
ne culpa a niunu podes dare.

Si pro combinazione asa salvadu
cristianu da dilgrascia sigura
e ancora sa morte asa evitadu
capitende una grave isciagura,
si narat, pro abitudine, este istadu,
su destinu, cun sa sua bravura.
Sinono calchi Santu piedadosu
risparmiat dolore e rendet gosu.

Peppino Mele