Martedi' 14Gennaio

I CONTADINI


Quasi tutti i contadini, fino agli anni sessanta, disponevano di un giogo (coppia) di buoi, del carro e dell' aratro di ferro (cun s' alvada e ferru), che ormai aveva soppiantato quello in legno, sostituito dal Bravantotto oppure dal Guerri, entrambi col sistema di voltavomero, attrezzi pesantissimi da manovrare. A Pozzomaggiore usavano molto l’aratro 'lancia', trainato dal cavallo o dal mulo. Fino ai primi anni sessanta erano ancora in uso i carretti trainati dai somari e i carrettoni per i cavalli (su barroccio e su carrettone). Me ne ricordo due dei primi in particolare, di proprieta' di due proprietari di bar (tzilleri) che utilizzavano di frequente per trasportare le bibite dal deposito e fabbrica della gazzosa da un paese vicino, fino al loro locale. Un altro carretto lo possedeva un fabbro, che utilizzava per il trasporto di provviste da e per la vigna e per la vendemmia. Tra questi proprietari dei carrettoni e cavalli (sos carrettoneris) si ricordano : Baroe Cossu, Foranzelu Cossu, Vittoriu Cossu, Antoni Masia, Luigi Pintore. Quasi tutti questi signori trasportavano merce per rifornire i loro negozi di prodotti di vario genere e anche di oggetti di terra cotta che portavano dall Oristanese, oppure per commerciare pelli di bestiame, in particolare di pecora e agnelli. Gli artigiani piu' bravi e attrezzati per la costruzione dei carrettoni e barrocci di tutta la zona del Meilogu erano di Bonnannaro, i fratelli Chighine, paese col piu' alto numero di carretti in circolazione, tanto e' vero che nel tratto della strada nazionale Cagliari - Sassari, il traffico era molto difficoltoso perche nelle ore mattutine gli agricoltori del posto si recavano in campagna a lavorare. La vecchia strada Carlo Felice, partendo da Cagliari fino a Sassari attraversava quasi tutti i paesi.

Peppino Mele