Mercoledi' 9 Ottobre

FRANZISCA


In un paesino della Sardegna di circa mille abitanti vive una ragazza di tredici anni figlia di genitori molto poveri, nata e cresciuta in una casa di due stanze con annesso un piccolo cortile.
La famiglia e' composta dai genitori e due fratelli gia' maggiorenni, i maschi dormono in una stanza che di giorno viene utilizzata come cucina mentre la ragazza dorme nella stanza dei genitori.
La ragazza ha frequentato la scuola fino al secondo anno delle elementari con scarso profitto anche perche' appare evidente qualche problema di apprendimento.
I fratelli ormai maggiorenni si sono trasferiti in Continente in cerca di lavoro e da molto tempo non danno notizie e si sono perse le loro tracce.
La ragazza viene affidata ad una ricca famiglia di citta', dove viene assunta come serva, la padrona di casa e familiari parlano solo la lingua italiana e lei la impara bene e le piacce molto esercitarsi.
Presso questa famiglia lavora da oltre un anno e ogni quindici giorni torna al suo paese per trovare i genitori e anche con loro parla solo la lingua italiana perche' ormai si sente cittadina e vuole mantenere questa sua esaltante posizione sociale.
Durante i periodi di ferie che trascorre nel suo paese, incomincia a farle la corte un suo compaesano di quasi vent’anni più grande di lei e dopo due anni di fidanzamento decidono di sposarsi e arrivano due figli un maschio e una femmina.
Il marito e' un grande lavoratore, di mestiere fa il bracciante agricolo e, per guadagnare qualche lira da consegnare alla moglie che ne chiede sempre di piu', taglia legna nei boschi per venderla.
I soldi delle giornate lavorative e quelli che guadagna dalla legna venduta, nel momento che li ritira, li stringe in un pugno e li mette subito in tasca senza contarli perche' essendo analfabeta ha paura di sbagliare e preferisce che lo faccia la moglie, che in questo campo e' molto attiva.
Francesca la conoscono tutti i compaesani, senza alcun problema racconta le sue cose anche personali e i rapporti sessuali col marito che lo descrive ormai inattivo e impotente.
I giovanotti e soprattutto le donne pettegole la stuzzicano anche troppo e ci prendono gusto a sentirla perche' parla sempre in lingua italiana molto pasticciata.
Scoppia la seconda guerra mondiale e la poverta' della famiglia di Francesca si aggrava ulteriormente, anche lei si trova da fare qualche lavoretto a domicilio per portare a casa qualche cosa per dare da mangiare ai figli.
Arrivano in paese i militari che vengono distribuiti nei caseggiati scolastici e nella case private che erano state requisite per alloggiarli.
Uno dei militari conosce Francesca e si frequentano spesso, lei si innamora e fa la fuitina con lui che dura dieci giorni poi rientra a casa quasi all' imbrunire, le donne del vicinato si precipitano a casa sua per sapere cose le fosse capitato e la stanza che le ospitava era quasi piena di persone in apprensione ma anche di curiosita'.
Raccontava balle ovviamente, diceva che era andata in campagna per raccogliere finocchietti e poi ha perso l' orientamento e vagava senza ricordarsi piu' niente.
Il marito, molto ingenuo, ha creduto alla sua giustificazione e preso dalla compassione, quasi biasimandola, si rivolse alle persone presenti esclamando: "Bene !! Adesso quello che e' stato e' stato! Andate via perche' ci dobbiamo coricare.
E vissero felici e contenti per molti anni...
Chi si accontenta gode.

Peppino Mele