Mercoledi' 9 Gennaio

COMPAGNI DI GIOCHI


I miei compagni di giochi piu' affiatati erano tutti ragazzini del vicinato, de carrela. Eravamo una decina di coetanei, giocavamo per strada e ci divertivamo tantissimo anche con semplici giochi. Quasi tutti i giorni il vice parroco ci portava in chiesa per recitare il rosario, anche se la vocazione alla preghiera da parte nostra non era delle migliori; infatti, durante la recita, succedeva spesso che tra compagni ci importunavamo a vicenda e uno, il piu' esuberante, che si sentiva piu' forte degli altri perche' robusto, infastidiva tutti e spesso era richiamato dal sacerdote. Una di quelle sere il bulletto si stava divertendo a importunarmi e non era la prima volta che lo faceva. Io ero molto magro, quasi un peso piuma, certamente meno dotato di forza del mio compagno. L' impertinente, anche questa volta venne richiamato dal parroco ripetutamente ma, finita la funzione religiosa, continuo' a sfottere anche fuori della chiesa. Cosi' persi la pazienza ed ebbi una reazione impulsiva e coraggiosa, gli diedi un bel cazzotto sulla faccia, tanto forte da fargli colare sangue dal naso e fargli diventare un occhio gonfio e nero per alcuni giorni. Anche il sacerdote, molto infastidito, lo rimprovero' dicendo che se l' era proprio meritato.

Peppino Mele