E' un opportunista e non obbedisce

postato da giomas2000 il 03/04/2017

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Si affeziona alla casa e non al padrone. Questo poteva essere vero quando i gatti venivano impiegati come cacciatori di topi, senza instaurare con essi un legame affettivo. Una volta, come succede ancora in campagna, i gatti vivevano "per i fatti loro", tornavano a casa di tanto in tanto e occasionalmente venivano nutriti dai proprietari. In questa situazione, il gatto conosceva bene il territorio, l'' habitat in cui riusciva a trovare le risorse per sopravvivere, e ovviamente a questo si legava. In realta', se il gatto e' amato e ben trattato, si affeziona tantissimo al suo proprietario e affronta con lui anche viaggi e traslochi ad hoc!. Non e' rinomato per essere un animale "obbediente" ma con un po' di pazienza e di tempo si puo' insegnare anche ai gatti a rispondere ad alcuni "comandi". Certo non si puo' dire al gatto: "Vai a prendere la pallina" sperando che lo faccia.

Come si e' detto, in natura il gatto non vive in un gruppo gerarchicamente strutturato, dunque, come specie, non e' abituato ad avere dei capi a cui obbedire. Ma questo non significa che non possa imparare a rispondere ad alcune esortazioni. Il "trucco" sta nella relazione, nel dialogo che si e' creato con il padrone, nella comprensione reciproca. Per esempio, tutti i gatti capiscono il proprio nome. E, se c'e' una buona relazione, dire "Vieni micio, andiamo in camera" diventa un suggerimento a cui il gatto risponde positivamente. Anche suggerirgli "Dai, micio, bravo, scendi di li'", puo' ottenere un risultato, mentre non bisogna mai urlargli "Bestiaccia, viene giu'". Un altro "comando" importante e' "Attento!", da usare nelle situazioni di pericolo.