Il tuo gatto non ti capisce e ti teme

postato da giomas2000 il 03/04/2017

quote

Per il felino di casa siamo scimmioni grandi, grossi e troppo espansivi, che strillano senza motivo: le sue abilita' sociali sono molto diverse dalle nostre, piu' simili a quelle dei cani. Lo nutriamo, coccoliamo, rimproveriamo, ospitiamo nel letto; ma lui sembra evitarci, snobbare le nostre carezze, e cercarci solo all' ora di cena. Vi e' mai capitato di pensare che il vostro gatto non vi capisca? Il felino di casa potrebbe provare la stessa identica frustrazione nei vostri confronti.
Ecco come ovviare alle piu' frequenti incomprensioni:

DUE LINGUE DIVERSE
Micio fa molta fatica a comprendere il nostro comportamento e il piu' delle volte ci teme. Non e' colpa nostra e nemmeno sua: dipende dalla profonda diversita' delle nostre abitudini sociali.

PIŁ VICINI A FIDO
L' uomo usa il linguaggio, le espressioni facciali e il contatto fisico per apprendere e rapportarsi con l' esterno. Un sistema piu' affine alla comunicazione canina che a quella felina: una forma di espressione che genera, nei gatti, confusione, paura e istintive reazioni di difesa.

MA E' MATTO?
Prendiamo il classico e detestato vizio felino di farsi le unghie sul divano. Potete dirgli che non si fa, richiamarlo all' ordine, urlare, portarlo di peso in un' altra stanza, e il gatto vi guarderą perplesso: ai suoi occhi, in quei momenti, apparirete come uno stupido scimmione che blatera cose senza senso. Non e' che non voglia ascoltarvi: piuttosto, non capisce come collegare il vostro comportamento a quello che sta facendo.

PROVA QUI
Senza le abilita' cognitive di capire perche' vi ostinate ad interrompere una normale attivita' felina come quella di affilarsi gli artigli, Micio accumulera' frustrazione che mettera' a rischio la sua salute. E continuera' a graffiare il divano quando non lo vedete. Meglio allora proporgli alternative piu' allettanti, come pezzi di legno e tessuto trasformati in tiragraffi da posizionare vicino ai suoi mobili preferiti.

TU NON LO SENTI, LUI SI'
Dimentichiamo poi spesso che i nostri sensi sono assai diversi da quelli del nostro amico felino. Posizionare la sua ciotola del cibo vicino al frigorifero o alla lavastoviglie potrebbe costringerlo a mangiare con uno spaventoso ronzio di sottofondo. Non lo sentite? Per il micio di casa siete un po' sordi. Se proprio non avete altri luoghi utili dove posizionarlo, offrite al gatto una via d' uscita, uno spazio rialzato dove fuggire in caso avesse paura.

GIU' LE MANI!
Arriviamo al capitolo contatto fisico. Vi farebbe piacere se il vostro coinquilino continuasse ad abbracciarvi, accarezzarvi i capelli, massaggiarvi la pancia, grattarvi la schiena? Neanche il gatto apprezza questo genere di convenevoli. Se vi mostra la pancia, e' per dimostrarvi fiducia, non per incoraggiarvi a una grattatina. Anche la base della coda e' fortemente innervata: continuare ad accarezzarla equivale a fare il solletico al povero micio, che potrebbe manifestare reazioni di stizza. Meglio cogliere i segnali lanciati dal gatto, e accarezzarlo nelle parti del corpo che strofina contro la nostra gamba. E senza esagerare.

MEGLIO SOLI...
Anche la convinzione che in casa i gatti stiano bene con altri gatti, potrebbe essere piu' radicata in noi che nei felini in questione. In fin dei conti i gatti selvatici conducono una vita piuttosto solitaria: meglio non costringere il micio a socializzare, se non si dimostra convinto. E prima di lasciarlo alla meritata solitudine, consolidare qualche piccolo rituale di saluto, per fargli capire che stiamo uscendo. Lo aiutera' ad affrontare le ore che lo separano dal nostro ritorno. Perche' in fondo, a noi tiene moltissimo, anche se lo dimostra in un modo tutto suo.