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Emblema della Repubblica


Il simbolo per la Repubblica

L'emblema della Repubblica italiana è stato istituito il 5 maggio 1948.
Nel 1946 il Governo De Gasperi bandì un concorso aperto a tutti i cittadini per l'ideazione del simbolo della nuova Repubblica italiana; le indicazioni erano: il simbolo non doveva riportare simboli di partito o che alludessero a partiti; presenza della stella d'Italia; "ispirazione dal senso della terra e dei comuni".

Furono presentati 637 disegni per 341 candidati, tra questi furono nominati 5 vincitori (premio: 10.000 lire ciascuno) i quali furono invitati a elaborare nuovi bozzetti su indicazione: "una cinta turrita che abbia forma di corona", circondata da una ghirlanda di fronde della flora italiana. In basso, la rappresentazione del mare, in alto, la stella d'Italia d'oro; infine, le parole UNITÀ e LIBERTÀ.
Fu scelto il bozzetto di Paolo Paschetto (Torino 12 febbraio 1885 - 9 marzo 1963) che fu incaricato di preparare il disegno finale.
Il disegno consegnato da Paschetto, tuttavia, non superò la valutazione finale, tanto che fu indetto un secondo concorso; ancora una volta risultò vincitore Paolo Paschetto. Approvato nella seduta del 31 gennaio 1948, l'emblema entrò in vigore il 5 maggio, con decreto legislativo firmato dall'allora Presidente Enrico De Nicola. (D.L.n.535).

 
Emblema della Repubblica italiana

L'emblema è costituito da una stella (che rappresenta l'Italia fin dal 1890); una ruota dentata (simbolo del lavoro); i rami di ulivo a sinistra (simbolo di pace nazionale e internazionale) e rami di quercia a destra (simbolo di forza e dignità).