100 foto di Padria e la sua storia

23/07/2017

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Alcune foto sono state gentilmente concesse dal Sig. Antonio Sanna.

UN PO' DI STORIA DI PADRIA

Padria (Pàdria in sardo) è un comune di 638 abitanti della provincia di Sassari, nell'antica regione del Meilogu. Dista 50 km da Alghero e 51 km da Sassari.

Territorio
Il paese di Padria, adagiato a ridosso di tre caratteristici colli (San Giuseppe, San Paolo, San Pietro), è posto all'estremità nord-ovest della Sardegna. Il suo territorio è ricompreso nella parte centrale dell'area geografica denominata Valle del Temo. Confina a nord con i territori dei comuni di Monteleone Rocca Doria, Romana e Cossoine; a est con il comune di Mara; a sud e sud-est con quello di Pozzomaggiore e infine a ovest con i territori dei comuni di Bosa (OR) e Villanova Monteleone. Il territorio del comune di Padria ha una superficie di 48,03 km² e fa parte della sub-regione storica del Meilogu. È attraversato nell'agro dal fiume Temo, importante e principale corso d'acqua che nasce sul Monte Calarighe (Comune di Villanova Monteleone) e sfocia nella città di Bosa. Numerosi e importanti corsi d'acqua si immettono nel Temo; di particolare importanza è il fiume Su' Entale, che segna a ovest il confine con i Comuni di Bosa e di Montresta. Quest'ultimo prima di immettersi nel Temo, attraversa un caratteristico “canyon” abbastanza profondo, della lunghezza di due chilometri, dando vita a delle bellissime cascate.

Storia
La città antica di Gurulis Vetus
Il paese attuale sorge su un sito sul quale vi sono tracce di insediamenti umani dall'epoca punica ed è stato identificato con Gurulis Vetus, corrispondente alla "Gouroulis Palaia" citata dal geografo greco Tolomeo. Nel territorio di Padria ci sono i resti di tre ponti romani denominati Ponte Ettòri, Ponte Ulumu e Ponte Enas e non lontano da questo ponte si trova un'antica miniera d'argento, ormai dismessa sfruttata in epoca romana, denominata Salghertalzu. Nell'antichità, secondo la leggenda, gli abitanti abbandonarono questo sito e fondarono Gurulis Nova, l'odierna Cuglieri alle pendici del Montiferru.

La città medievale
La villa di Padria è documentata nel periodo giudicale e apparteneva al giudicato di Torres, inserita nella curatoria di Cabuabbas.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di Santa Giulia
Chiesa Santa Maria degli Angeli
Chiesa di Santa Croce
Chiesa di San Giuseppe
I ponti romani
Ponte Ettòri
Ponte Ulumu
Ponte Enas

Nuraghi
Nel territorio di Padria sono presenti ben 39 nuraghi, con una densità di 0,9 monumenti per km². Risultano spesso edificati nei pressi di corsi d'acqua e soprattutto ai bordi degli altopiani, a dominio delle ampie vallatte, in posizioni strategiche e ad ampio raggio visivo. L'unica tipologia attestata sembra essere quella a tholos. I nuraghi hanno prevalentemente impianto monotorre, in alcuni casi complesso, con torri laterali e addizioni. L'impianto più complesso si riscontra nel nuraghe Longu. Attorno ai nuraghi sono visibili, in diversi casi, i resti di capanne riconducibili a villaggi di grande estensione:
Antoni Letze o Setze
Badde Rupida
Basciu
Bidighinzos
Binzas o Vigna
Casiddu
Cheas
Chentu Majore o Coloras
Coa de Pedru
Comida 'e Muru
Deghinadolzu
Longu
Mastru Gasparre o Badde Nare
Mesu nuraghe 1
Mesu nuraghe 2
Monte Faias 1
Monte Faias 2
Monte su Furru
Mugos Rujos
Mundigu
Mura Bianche
Mura Mura Suiles 2
Mura Upules o Santu Saturinu
Narvonittu
Nuragheddos
Peddalzos
Pedredu o sos Pedres
Piliga
S. Pedru 'e Concas
S. Sebastiano
Santu Pala o Mura Suiles 1
Sas Paules
Scala de Nughes
Su Lizzu
Su Padru
Tattari Pizzinno o Scala 'e Carru
Turriggia o Musidanu
Vroma o Pelcias
Zampis

Lingua e dialetti
La variante del sardo parlata a Padria è quella logudorese settentrionale.

Cultura
Musei
Museo Civico Archeologico il museo ha sede all'interno di un antico palazzo adibito in passato a monte granatico. Il museo ospita una collezione di reperti della cultura di Ozieri, punico romani e numerose terrecotte risalenti al III secolo a.C. - III secolo d.C.

Feste e sagre
Sant'Antonio Abate (17 gennaio)
San Giuseppe (19 marzo)
Festa del Primo Maggio (1º maggio)
Santa Giulia (22 maggio)
Sant'Antonio da Padova (2 ottobre)

Turismo
Il turismo nel piccolo comune di Padria è presente a piccole dosi durante tutto l'arco dell'anno. Vari e numerosi sono i percorsi di trekking e mountain bike. Il panorama e gli scorci, caratteristici del luogo, richiamano una modesta folla di visitatori e curiosi. L'aria sana e pulita di tutto il territorio favorisce le passeggiate all'aria aperta. Durante il periodo primaverile ed estivo si intensificano le visite dei motociclisti, che si godono le curve della bellissima Strada Statale 292.

Un po' di storia su Padria
Situata nell'area centro occidentale della Sardegna, nella regione del Logudoro Meilogu, a nord-ovest della Media Valle del Temo, a circa 60 km da Sassari, sorge l'antica Gurulis Vetus, di eta' romana, oggi denominata Padria. Il paese, cinto da tre colli che ne costituiscono l'elemento fortemente caratterizzante, conserva un impianto urbano armonico quasi incontaminato da interventi impropri, in cui e' ancora ben leggibile l'assetto urbano originario. Il paese e' adagiato, a 311 metri d'altitudine, su una vallata ai piedi di 3 colli che ne costituiscono una caratteristica cornice: S.Giuseppe, S.Pietro e S.Paolo. La collocazione geografica del paese e' particolarmente felice: dista solo 30 Km dalla costa occidentale dell'isola ed e' facilmente raggiungibile dalla S.S. 131. La conformazione del territorio e le caratteristiche ambientali lo rendono suggestivo e degno di essere visitato L'abitato conserva, nella sua parte storica, nelle Chiese e nel suo Museo Civico Archeologico, i segni di un passato prestigioso che ha lasciato tracce idelebili. Nel centro storico, edifici dall'architettura semplice sono spesso arricchiti da architravi decorati e da particolari soluzioni costruttive. Su vie larghe e spaziose, spesso convergenti in piazze, si affacciano diversi palazzi ottocenteschi.

Eta' Prenuragica
Gli studiosi hanno scoperto che le tracce piu' antiche degli insediamenti umani nel territorio comunale di Padria risalgono al neolitico recente, a cui va datata la costruzione delle Domus De Janas, spesso riunite in piccole necropoli.
Alcuni scavi hanno portato alla luce dei materiali ceramici databili ancora al neolitico, ora appartenenti alla Collezione Comunale ed esposti al Museo Civico Archeologico di Padria.
Sul colle di S.Giuseppe, alla periferia del paese, e' stato rinvenuto un ampio villaggio di eta' prenuragica, che si puo' collocare tra il 2.500 a.C. e il 2.200 a.C.

Eta' Nuragica
Si ha certezza che il territorio di Padria ragggiunse il numero massimo di abitanti rispetto alle epoche precedenti. A questo periodo storico si fanno risalire i nuraghi che, come in tutta l'isola sono i monumenti piu' diffusi, in confronto alle sepolture megalitiche dette "tombe dei giganti", anch'esse di quest'epoca. Nel territorio comunale di Padria si trova Peddalzos, unico esemplare nuragico, che per altro versa iu un pessimo stato di conservazione.

Eta' Fenicio - Punica
In Sardegna, tra il 1.000 a.C. e il 238 a. C., durante il periodo di decadimento della civilta' nuragica, si coloca l'eta' del dominio fenicio-punico. Pur non esendo in possesso di dati archeologici rilevanti, in questo periodo storico, il territorio di Padria fu senz'altro frequentato ed abitato. Per la vicinanza della costa e per la presenza di miniere, si puo' ipotizzare che i navigatori fenici si siano insediati a partire dall'epoca dei primi scali costieri. L'esame della tecnica costruttiva della muraglia e i resti del Palazzo baronale Palattu, attribuisce l'opera alla civilta' punica. Alla stessa vengono fatti risalire anche i tanti reperti trovati durante gli scavi del colle di S.Giuseppe, come pure le numerose monete ritrovate nell'abitato e nelle aree circostanti i colli.

Eta' Romana
Nel territorio e nel centro abitato di Padria si trovano numerose tracce architettoniche risalenti al periodo romano. Il centro storico infatti, sorge sopra le rovine della citta' romana di Gurulis Vetus, come narrato dalla leggenda sul nome di Padria. Un'imponente cisterna che probabilmente serviva per l'approvvigionamento idrico del centro romano e' conservata sul colle di S.Pietro. Da segnalare anche la presenza di tre ponti romani e alcuni insediamenti con delle vasche utilizzate probabilmente per la lavorazione del vino e dell'olio.
Eta' Medievale
Gli studi di alcuni documenti ottocenteschi dimostrano che l'abitato di Gurulis Vetus fu abbandonato alla fine dell'eta' imperiale fino ad una fase avanzata del Medioevo. A conclusioni diverse invece si arriva dall'esame degli scavi all'interno della Chiesa Parrocchiale di S.Giulia e nella piazza di fronte. Gli scavi hanno infatti portato alla luce sepolture bizantine e tre edifici sacri di eta' paleocristiana, alto medievale e romanica; la loro presenza dimostra che il centro romano di Gurulis Vetus fu attivo anche nelle epoche sucessive.
Nel basso Medioevo vennero edificate le chiese dell'abitato, quelle del territorio circostante ed il Palazzo baronale di Palattu, appartenente al Barone di Bonvehi'.

Nuraghe Longu
I nuraghi sono i monumenti della preistoria sarda piu' diffusi in assoluto. Nel territorio di Padria ne sono stati censiti circa 40, dei quali, Nuraghe Longu risulta il meglio conservato. Situato a circa 2 Km dall'abitato, e' costituito da blochi basaltici di media pezzatura, ben lavorati. Si accede per un corridoio di 4 metri ad una camera circolare alta 7 metri dove si trova una scala di 22 gradini, ingombra del crollo della copertura. All'esterno del nuraghe vennero costruite due torri, oggi distrutte e in parte interrate, collegate ad un muro di rinforzo, confermando l'ipotesi della struttura monotorre originaria, fatta in modo da poter adempiere ad un preciso compito militare per un'efficace strategia difensiva della zona.

Museo Archeologico
Per consentire il recupero dei reperti antichi, salvaguardare e valorizzare le risorse culturali ed archeologiche di cui il centro e' prospero, e' stato realizzato un Museo Archeologico che dal 1989 occupa i locali di quello che un tempo e' stato il Monte Granitico. Si presenta di modeste dimensioni ma la ricchezza dei suoi contenuti lo rende tappa obbligata durante la visita del territorio.Particolarmente riuscita e' stata l'organizzazione tematica, che nel modo piu' efficiente riassume secoli di storia: dai piu' antichi insediamenti prenuragici alla fiorente civilta' nuragica; dalle testimonianze di epoca punica e romana sino a giungere alla storia recente della fiorente Gurulis Vetus.

Archittetura
Il centro storico
La parte storica del paese si colloca sulle rovine dell'antico centro romano di Gurulis Vetus. Sulle vie si possono notare diversi palazzi edificati nell'800 da famiglie borghesi e nobili locali. Nelle immediate vicinanze si trovano case di stile molto piu' semplice, ricoperte da intonaco non raffinato, ad un solo piano e spesso con una sola porta e finestra.

Le Chiese
Santa Maria degli Angeli
A sud del paese sorge la chiesa di Santa Maria degli Angeli, edificata sulla parte laterale del Convento dei Padri Osservanti e da questi sacrificata sino alla soppressione della stessa. La sua costruzione dovrebbe essere contemporanea all'abbazia, che risulta fondata nel 1610, per interessamento del feudatario, baronessa De Ferraria e grazie alla collaborazione economica della comunita'. L'altare maggiore e' stato ricostruito nel 1814, dove fu deposta la statua di Santa Maria degli Angeli. E' nota in paese come Chiesa di S.Antonio, perche' oltre un secolo fa nel monastero congiunto vi erano i frati appartenenti all'Ordine dei Padri Minori Osservanti devoti a S.Antonio da Padova.

Santa Giulia
Esempio importante di architettura gotico-aragonese della Sardegna, fu consacrata e aperta al culto nel 1520, dopo qualche decennio di costruzione. Sulla facciata vi sono gli scudi araldici con le insegne dei De Ferraria (baroni di Bonvehi) e del Vescovo di Bosa Pietro de Sena La chiesa attuale e' stata edificata sullo stesso punto dove sorgeva un'altra chiesa medioevale, sulla cui facciata era segnata la data del 1170. Sullo stesso terreno esistevano i resti di un'altra chiesa paleocristiana edificata nel 338 d.C., devastata durante la dominazione vandalica. Nell'Archivio della Diocesi di Bosa si conservano antichi documenti concernenti la chiesa di S.Giulia, che risale al 1341.

Santa Croce
Posta alle falde del colle di San Paolo, nella piazzetta omonima, sulla sua facciata, un'incisione attesta che fu edificata nel 1544 e dedicata a S.Michele Arcangelo per opera della Confraternita di Santa Croce. La realizzazione avvenne probabilmente in due fasi: prima venne costruita la navata principale e poi l'ambiente che ospita il presbiterio e l'altare.

Chiese minori
San Giuseppe
La piccola chiesa di San Giuseppe, sconsacrata oltre 50 anni fa, presenta una facciata semplice con una piccola croce in calcare, in alto al centro. Situata tra Via Sassari e Via E.D'Arborea, nel piccolo spiazzo antistante, e' stata per molto tempo semidiroccata poiche' il soffitto a doppio spiovente in legno aveva ceduto, danneggiando anche l' interno dove si trova un altare ligneo con tabernacolo, anch' esso esposto lungamente alle intemperie. E' stata completamente restaurata e riconsacrata nel 2007.

San Giorgio
La Chiesa di San Giorgio de Thori fu costruita con blocchi di calcare e tufo. Il tetto della sagrestia, collegato alla chiesa oramai sconsacrata, e' crollato. La chiesa, di proprieta' privata, si trova purtroppo in pessimo stato di conservazione perche' lasciata in totale abbandono.

San Sebastiano
La Chiesa campestre di San Sebastiano e' stata sconsacrata molto tempo fa per volere del Vescovo di Bosa, perche' era spesso utilizzata come rifugio per i delinquenti.